venerdì 30 dicembre 2016

Fra' Domenico Spatola: L'anno vecchio e l'anno nuovo.

I due si incontrarono.
Il vecchio era deluso e
mormorone
voleva perpetuare bizze a
profusione
come avea fatto per l'intero anno
arrecando a tanti grave danno:
continuare con la guerra,
quale sport preferito sulla Terra;
o, a dispetto, un altro terremoto
o un nuovo alluvione,
o qualche altro segno di
disperazione.
Il giovane gli disse:
"Tu fra poche ore sarai estinto,
e non potrai più comandare
e non sei ancor convinto
che chi ti vuol cercare
solo tra i morti ti potrà trovare.
Pensa piuttosto a chiedere
perdono
perché sei stato un anno affatto
buono!"
- "Che colpa ho? - rispose il
vecchio
- se bisestile mi è toccato,
e si sa che è una jattura,
e qualche danno l'ho provocato
è nella intima natura!"
- "Potevi attenuare il danno
- con vigore gli rispose -
distruzione non sol di cose
e all'intero genere umano
non hai dato una mano
consentendo ai terroristi,
loschi e tristi,
di uccidere da incoscienti
e far strage di innocenti.
Potevi essere clemente
e meno ostile:
fatti da parte ora che di finire
è arrivato il tuo momento,
ora tocca a me l'aggiustamento.
In ogni campo, a iniziar da quello
del lavoro
dove hai spaziato allegramente
fuori coro,
togliendo l'illusione a tanta gente
che sogna sempre il posto
permanente".
- "Hai detto il vero: l'ho verificato
l'illusione ho tolto, con leggi di
mercato
che gli interessi fa solo del
potente
lasciando l'operaio senza niente.
Il posto fisso te lo togli dalla
mente,
chi comanda non può non esser
refrattario
gli è infatti più comodo il
precario,
a lui non importa se il lavoro,
oltre il pane dà pure decoro,
e, garantendo più dignità,
accresce in famiglia serenità.
Mi han fatto fare le cose più
strane:
a sostituire con vaucher di spese
stipendio di un mese.
Così il lavoro al padrone è
assicurato
ma l'operaio è gabbato
né nutre più l'intenzione
di avere infine una pensione.
E' il mercato, caro mio,
t'assicuro che ci ho provato
anch'io
con sforzi intensi
a cambiare le idee a Renzi.
Ora che egli è stato rottamato,
fai che tutto sia cambiato.
Te lo lascio a testamento
a riparar degli uomini scontento
che è stato pure mio,
e ora che io muoio
lo affido al buon Dio".

Fra' Domenico Spatola

Nessun commento:

Posta un commento