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venerdì 4 settembre 2026

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXIII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 18, 15-20

15 Se il tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; 16 se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. 17 Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano. 18 In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

"Rimanete in me e io in voi". È il Testamento di Gesù ai discepoli. Una, la  condizione per "rimanere in lui".
La detta Gesu: "Se vi amate come io vi ho amati". Presenza la sua, resa possibile dall'amore tra i fratelli. Il perdòno va donato "settanta volte sette", cioè sempre. L'espressione è di Gesù a Pietro. Chi deve iniziare a perdonare? Pare paradossale., ma per Gesù è colui che  ha ricevuto l'offesa. Il perdono offerto, sanerà il "vulnus". Ma se l'altro si rifiutasse di accoglierlo, vengano chiamati a  mediare due o tre persone.
Se fallisse anche l'ultimo tentativo, la Comunità lo deve amare come si è chiamati ad amare il nemico e a pregare per lui. L'amore qualifica i discepoli e li abilita a  sciogliere le catene di schiavitù provenienti dalla Legge di Mosè e alleggerire i pesi insopportabili degli scribi, interpreti abusivi di quella Legge. L'amore consentirà al Risorto di stare tra i suoi fratelli, e la preghiera che i discepoli faranno nel suo Nome,  otterrà qualunque cosa essi chiederanno il Padre.

Fra' Domenico Spatola

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