Volli emigrare, lontano, tra stelle, e guardare da quelle la terra vitale: la vidi sbocciare, qual rosa a dolore... e compresi l'amore. - Fra Domenico Spatola.
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giovedì 12 marzo 2026
Fra' Domenico Spatola: Del mondo sei Luce...
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della Quarta domenica di Quaresima (Anno A): Giovanni 9,1.6-9.13-17.34-38
Giovanni 9:6-9
Giovanni 9:13-17
Giovanni 9:34-38
34 Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.
35 Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». 36 Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui». 38 Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi.
venerdì 6 marzo 2026
Fra' Domenico Spatola: Tuo cuore, Gesù, fonte d'amore
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Terza domenica di Quaresima (anno A): Giovanni 4, 5-42
venerdì 27 febbraio 2026
Fra' Domenico Spatola: "Ascoltate il mio Figlio!"
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della seconda domenica di Quaresima (anno A): Matteo 17, 1-9
venerdì 20 febbraio 2026
Fra' Domenico Spatola: Il tentatore
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della prima domenica di Quaresima: Matteo 4, 1-11
venerdì 13 febbraio 2026
Fra' Domenico Spatola: Ricompensa sarà l'amore
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della sesta domenica del tempo ordinario (anno A): Matteo 5, 17-37
sabato 7 febbraio 2026
Fra Domenico Spatola. Dicesti, Gesù: "Voi siete il sale..."
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della quinta domenica del tempo ordinario (anno A): Matteo 5, 13-16
sabato 31 gennaio 2026
Fra' Domenico Spatola: Beatitudini
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della quarta domenica del tempo ordinario (anno A): Matteo 5, 1-12a
venerdì 23 gennaio 2026
Fra' Domenico Spatola: "Vi farò pescatori di uomini"
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Terza domenica del tempo ordinario (anno A): Matteo 4, 12-23
venerdì 16 gennaio 2026
Fra' Domenico Spatola: Chi ho visto è il Figlio di Dio
Giovanni, di Gesù disse: "È quello...
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Seconda Domenica del tempo ordinario (Anno A): Giovanni 1, 29-34
L'agnello e il sangue eccellevano quali simboli della Pasqua di Mosè. Il Battista dichiarò che quei modelli avevano trovato attuazione. Vedendo infatti venirgli incontro Gesù, disse: "Ecco l'Agnello che espìa il peccato del mondo". Quel peccato era il rifiuto dell'amore di Dio, che le false ideologie impedivano di sperimentare. Compito dunque dell'Agnello era di estirpare quell'aberrazione. Gesù non si vestiva di arroganza come i tiranni, ma della mitezza dell'Agnello. Della nostra Umanità avrebbe fatto sacramento della sua Divinità, manifestandosi al "resto di Israele", cioè al popolo fedele. Testimoniò inoltre Giovanni di avere visto scendere sopra Gesù lo Spirito di Dio. Era la risposta di fede a Gesù che rendeva visibile l'amore del Padre. Lo Spirito di Dio, nel simbolo della "colomba", rappresentava la fedeltà al suo nido. E Gesù era la sua abitazione permanente e lo accompagnerà fin sulla Croce, da dove egli lo effonderà sulla Comunità, quale nuovo battesimo in Spirito Santo.
Fra' Domenico Spatola
venerdì 9 gennaio 2026
Fra' Domenico Spatola: Gesù sulla Croce
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo del Battesimo del Signore (anno A): Matteo 3, 13-17
lunedì 5 gennaio 2026
Fra' Domenico Spatola: La Befana e... l'amore
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della Epifania del Signore: Matteo 2, 1-12
sabato 3 gennaio 2026
Fra' Domenico Spatola: Il Verbo, mio fratello
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della seconda Domenica di Natale (anno A): Giovanni 1, 1-18
Nel "Prologo", Giovanni anticipò le tematiche dell'intero Vangelo. Tutto prendeva senso da una affermazione clamorosa, quanto rivoluzionaria: "Nessuno ha mai visto Dio". Mise in crisi le Scritture antiche, dal momento che affermava che né Mosè né altri profeti avevano visto Dio. Le loro descrizioni sono state incomplete e spesso devianti. Solo il Figlio, l'Unigenito, dalla piena intimità, ha rivelato il Padre. Nuova dunque la definizione: "Dio è uguale a Gesù". Gesù diventava l'unica idea che si poteva avere di Dio, che in lui si manifestava. Mosè, da servo, aveva imposto la relazione tra servi e padrone. Gesù, da Figlio, iniziò a nuova relazione tra figli e Padre. Nuovo rapporto dunque non basato sulla obbedienza, ma sulla somiglianza attuata nella accoglienza del suo amore. Il confronto ormai è tra la Legge e la Grazia. La prima, data da Mosè, la seconda dal Padre. È amore conseguente da comunicare ai fratelli. Più ne si dona, più ne si riceverà dal Padre. Bisogna dunque crescere nell'amore a partire dal Verbo che si fece carne. L'umanità così divenne il sacramento per incontrare la sua Divinità.
Fra' Domenico Spatola


















