venerdì 17 aprile 2026

Fra' Domenico Spatola: Spezzò il pane...



Dei discepoli lo stesso destino
vissi anch'io in quel cammino.
Emmaus fu la nostra meta, 
dove non a dieta
ci lasciasti.
Con noi ti fermasti, 
perché sera
e non volemmo inseguire tua chimera.
Volevi tu andare avanti, 
mentre noi, affranti 
di dolore, 
chiedemmo a Te con fervore
di fermarti e di non proseguire. 
Ma quando potemmo udire
tue parole, 
veloci furon le nostre suole
ed arrivammo col cuor già contento, 
avendo percepito il tuo intento. 
Bastò poi che tu spezzassi il Pane, 
che furon vane
le ansie e le paure
e potemmo annunciare più sicure
profezie di te Risorto, 
perché tu non eri morto.

Fra' Domenico Spatola

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Terza domenica di Pasqua (anno A): Luca 24, 13-35

13
 Ed ecco in quello stesso giorno due di loro erano in cammino per un villaggio distante circa sette miglia da Gerusalemme, di nome Emmaus, 14 e conversavano di tutto quello che era accaduto. 15 Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù in persona si accostò e camminava con loro. 16 Ma i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo. 17 Ed egli disse loro: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?». Si fermarono, col volto triste; 18 uno di loro, di nome Clèopa, gli disse: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?». 19 Domandò: «Che cosa?». Gli risposero: «Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; 20 come i sommi sacerdoti e i nostri capi lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e poi l'hanno crocifisso. 21 Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele; con tutto ciò son passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. 22 Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; recatesi al mattino al sepolcro 23 e non avendo trovato il suo corpo, son venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. 24 Alcuni dei nostri sono andati al sepolcro e hanno trovato come avevan detto le donne, ma lui non l'hanno visto».
25 Ed egli disse loro: «Sciocchi e tardi di cuore nel credere alla parola dei profeti! 26 Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». 27 E cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. 28 Quando furon vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. 29 Ma essi insistettero: «Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. 30 Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. 31 Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista. 32 Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». 33 E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, 34 i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». 35 Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Il villaggio di Emmaus era una gloriosa roccaforte di Israele, per la vittoria ivi riportata, due secoli prima, da Giuda Maccabeo. Distava undici kilometri da Gerusalemme. Il primo giorno della settimana, due discepoli di Gesù vi si recavano. Mentre discutevano lungo la via, Gesù in persona, senza tuttavia essere riconosciuto, si affiancò a loro e chiese l'argomento della loro discussione. Cleopa, uno dei due, si dichiarò  stupito: "Sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere quel che vi è successo in questi giorni?" gli disse. Poi cominciò a narrare come i loro capi e le autorità avessero fatto crocifiggere Gesù di Nazareth, che fu "profeta potente in opere e parole".  A commento dichiarò la comune delusione: "Noi speravamo che fosse lui, il Messia a  liberare Israele". Aggiunse che ormai erano passati tre giorni dalla sua morte, anche se delle donne, andate al sepolcro e non avendo trovato lui, riferirono di avere avuto la visione degli angeli che lo annunciavano risorto. Altri discepoli, andati a constatare, riferirono che le donne avevano detto il vero. Gesù li rimproverò per la mancata fede in  Mosè e nei profeti, che avevano parlato dei patimenti del Cristo per entrare nella sua Gloria. Giunti al villaggio, Gesù provò ad andare oltre, ma essi lo trattennero per rimanere. Restò e, a cena, prese il pane e, proclamata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Lo  riconobbero, ma egli scomparve. Tornati a Gerusalemme, agli Undici riferirono l'accaduto, ma non senza chiedersi lungo la via come, al sentirlo parlare, ardeva in petto il loro cuore!

Fra' Domenico Spatola

sabato 11 aprile 2026

Fra' Domenico Spatola: "Signore e mio Dio..."


Di Tommaso, detto "gemello" 
mi sentii fratello.        
Come lui ero dubbioso, 
e moroso, 
e quella sera anch'io assente
mentre tu splendente 
da Risorto ti mostravi ai seguaci. 
Ad essi ancor non audaci, 
perché presi da paura,
donavi pace
per ogni creatura, 
affinché da veri
messaggeri 
la portassero. 
Solo Tommaso però faceva il passero
per altra scelta. 
Quando a lui divelta
fu sua incredulità, 
tu, con bontà, 
lo invitasti come a rito
a mettere il dito
nella ferita del tuo petto, 
donde consegni a noi tutto l'affetto. 
Egli s'arrese, 
perché comprese, 
come chi esce dall'oblio, 
e disse a te: "Signore mio e Dio mio".

Fra' Domenico Spatola

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Seconda Domenica di Pasqua: Giovanni 20,19-31

 
19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
24 Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò».
26 Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 27 Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». 28 Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». 29 Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!».
30 Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. 31 Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome.

Il giorno "Uno" della settimana, Gesù Risorto incontrò la sua Comunità. Stette in mezzo a loro, perché, in ogni celebrazione eucaristica, si è tutti uguali attorno a lui. La "Pace" augurata ("Shalòm") non era un semplice saluto, ma il suo dono a benessere della Comunità. "Mostrò le mani e il fianco". Erano i "segni" tangibili della sua passione e del suo amore stigmatizzato. I discepoli "gioirono" nel sentirsi amati e Gesù esplicitò che quel suo amore era risposta, non ai meriti, ma alle esigenze di ciascuno. Aggiunse: "Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi". Li inviava perché non trasmettessero una dottrina, ma, prolungassero l'amore del Padre. Soffiando inoltre lo Spirito, comunicò il potere ai discepoli di prolungare il suo amore. Il perdono ne diventava particolare attuazione e Sacramento affidato alla Chiesa .
Tommaso, che era lontano quella sera in cerca di risposte ai suoi inquieti "perché?", seppe del Risorto ma non credette ai compagni. Pensò alla comune allucinazione dinanzi ad un fantasma. Dichiarò perciò di volere toccare le mani e il fianco del Risorto, per sperimentarne la resistenza che un fantasma non potrebbe dare.
All'ottavo giorno, Gesù fu tra i suoi. A Tommaso rivolse da subito l'invito a fare quanto aveva chiesto. Ma il discepolo, questa volta credette senza toccarlo e, con la sua espressione di fede: "Signore mio e Dio mio", divenne l'emblema di ogni credente. Ma
 "Tommaso aveva creduto, perché aveva visto", era stato il commento di Gesù, che  aggiunse per noi: "Beati coloro che, senza vedere  crederanno!".

Fra' Domenico Spatola

sabato 4 aprile 2026

Fra' Domenico Spatola: È risorto




Fu nell'orto
che il Risorto
non più morto
ora vive. 
Son giulive
le donne sante
qui venute non in tante
a imbalsare il loro Re
eran tre. 
Ma il rito non consumato
perché Cristo risuscitato
non era lì e volea
incontrare i suoi in Galilea. 
Andarono via e con coraggio 
portaro ai discepoli il messaggio:
"Non è morto...
È Risorto!"

Fra' Domenico Spatola 

Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della Veglia Pasquale (anno A)

1
 Passato il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare il sepolcro. 2 Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. 3 Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. 4 Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. 5 Ma l'angelo disse alle donne: «Non abbiate paura, voi! So che cercate Gesù il crocifisso. 6 Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. 7 Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti, e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l'ho detto». 8 Abbandonato in fretta il sepolcro, con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annunzio ai suoi discepoli.
9 Ed ecco Gesù venne loro incontro dicendo: «Salute a voi». Ed esse, avvicinatesi, gli presero i piedi e lo adorarono. 10 Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno».

Furono due le Marie che andarono al sepolcro a cercare il cadavere da imbalsamare. La terza donna,  madre dei figli di Zebedeo, era assente, perché alla crocifissione aveva visto con Gesù morire ogni speranza del  potere messianico. L'angelo, della trasfigurazione (come la folgore e vestito di bianco) era figura di Dio, che ribaltò la pietra tombale e vi sedette sopra. La morte era stata vinta. "Non è qui il Crocifisso, che cercate". Dove incontrarlo? Chiara la risposta: "I discepoli vadano in Galilea". Modello alternativo anche per noi. Per incontrare il Risorto bisogna vivere le "Beatitudini". Vale per ogni discepolo di tutti i tempi. Il Risorto non allietò perciò solo quelli del passato, perché della sua visione è possibile farne esperienza sempre, facendosi "Dono" ai fratelli secondo quanto proclamato da Gesù sul monte di Galilea.

Fra' Domenico Spatola