sabato 19 gennaio 2019

Campionato in poesia: Palermo-Salernitana 1-2

Dopo il gol, Palermo caro,
ci hai dato da bere l'amaro.
Quanto durò tuo predominio,
presto trasformato a b condominio?
Non volevamo il pareggio,
ma venne il peggio
nel secondo tempo,
dove facesti scempio
delle nostre aspettative.
Quanto retrive
furon le tue difese,
mentre le offese
eran tutte salernitane
che nane
parevano all'inizio
ma poi lor sfizio
fu la delusione
di noi che il pallone
lo vedevamo sempre in nostra porta,
sì da sembrare morta
ogni nostra esile incursione.
Piangiamo la delusione.
Palermo che ti manca?
Sbanca!
Tua è particolar missione:
d'inverno sei campione
anche se perduta la tramontana
abbiam con la Salernitana.

Fra' Domenico Spatola

venerdì 18 gennaio 2019

Quinta puntata della rubrica "Parliamone insieme": parliamo dell'immigrazione.


Fra' Domenico Spatola: Il vino migliore

A Cana di Galilea,
nuziale si tenea
gran festa:
madre in testa
e sol invitato era Gesù con i seguaci.
Con modi audaci
la madre disse al Figlio
a modo di consiglio:
"Non hanno vino".
Sapeva divino
nuovo portento
che il Figlio ad evento
avrebbe compiuto.
"Donna -rispose com'è risaputo-
 non è la mia ora né sono i miei sponsali". 
Ma ai servi la madre: "Mettete su le ali
-dice- e fate ciò che vi dirà".
C'erano là
sei damigiane capienti
e agli inservienti
con nuovo estro
disse il Maestro:
"Riempite le giare fino a total capienza
e attingete da lì vin da quintessenza.
Portatelo poi al capo della festa!"
Questi però contesta
che il vino così buono non vada servito a tuono
ma alla fine quando son tutti brilli
da cadere ubriachi qual birilli!".
Questo fu il primo segno
che a pegno
manifestò la sua gloria
e dei discepoli iniziò la vera storia

Fra' Domenico Spatola
Nella foto: Le nozze di Cana - Tintoretto

Fra' Domenico Spatola: Commento al Vangelo di Giovanni (2-11) Le nozze di Cana

Il segno delle nozze di Cana
Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c'era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà».
Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenenti ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: «Riempite d'acqua le giare»; e le riempirono fino all'orlo. Disse loro di nuovo: «Ora attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi gliene portarono. E come ebbe assaggiato l'acqua diventata vino, il maestro di tavola, che non sapeva di dove venisse (ma lo sapevano i servi che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo 10 e gli disse: «Tutti servono da principio il vino buono e, quando sono un pò brilli, quello meno buono; tu invece hai conservato fino ad ora il vino buono». 11 Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui.

Le nozze di Cana di Galilea
Era festa a Cana. Le nozze nei villaggi avevano risonanza. Saranno famose queste che annoverano la madre e tra gli invitati Gesù con i discepoli.
Valenza simbolica si addice all'evento. Manca il vino. La madre ne è consapevole, ma il Figlio, informato, non vi riconosce "le sue nozze". Quelle le consumerà sulla croce e saranno d'amore. Distolto è dal proposito dall'insistenza della madre, che ritiene ottenuto lo strappo. Può ora candidamente volgersi ai servi: "Fate ciò che vi dirà!".
"Riempite le anfore fino all'orlo" fu perentorio il comando del Signore. I servi avevano capito e taciti  obbediscono. Erano là sei enormi giare di pietra contenenti ottanta litri ciascuna. L'acqua doveva servire per la purificazione dei Giudei, ma, ironia della sorte, le giare non contenevano una goccia d'acqua. Primo compito dei servi fu di riempirle fino all'orlo, per attingere successivamente l'acqua che, nel prelievo, diventava vino dei più pregiati. Il fatto irretì l'ignaro organizzatore del banchetto che, furibondo, si volse allo sposo imputandogli di avere conservato il vino migliore per la fine, quando tutti, da brilli, erano incapaci di apprezzare il vino buono. Di Gesù  fu il primo segno ove manifestò la sua Gloria e i discepoli credettero in lui.

fra' Domenico Spatola
Nella foto: Le nozze di Cana - Giotto

lunedì 14 gennaio 2019

Fra' Domenico Spatola: Ritorni o Madre...

Ritorni, o madre, ogni anno
a riparare il danno
di tua partenza.
Di te non potevamo far senza
e, quel lontano giorno,
intorno
a noi sol pianto,
era tuo vanto
altra passione:
restare a consolazione
madre presente,
quando tenera e prudente
accordavi i disparati figli
in sinfonia che or non trova appigli
a congregare.
Mancasti  ad animare
orchestra,
volata via come  da finestra,
eppur sei in noi
e, come vuoi,
ti sentiamo vicina,
e tuo pensiero affina
sentimenti a tenerezza:
estrema tua carezza
per quel dolore
che mai sopito è in cuore.

Fra' Domenico Spatola
Per il 26° anniversario della morte di mia madre

Fra' Domenico Spatola: quarta puntata di Parliamone insieme dedicata al "male".



Se volete fare una domanda a fra' Domenico potete utilizzare la chat della pagina Facebook @channel for you magazine. Le risposte verranno date da fra' Domenico durante le prossime registrazioni. 
"Parliamone insieme" è una rubrica di attualità, nata con lo scopo di promuovere riflessione, condivisione e confronto su tematiche sociali affrontate dal punto di vista religioso espresso dal protagonista della rubrica, Frà Domenico Spatola, intervistato dalla conduttrice Lavinia Guccione. Le riprese e il montaggio sono curate da Salvo Amato. Produzione Channel for You (@channelforyoumagazine )

Fra' Domenico Spatola: Terza puntata di Parliamone insieme dedicata a Papa Francesco


In questa terza puntata si parla di papa Francesco. Se volete fare una domanda a fra' Domenico potete utilizzare la chat della pagina Facebook @channel for you magazine. Le risposte verranno date da fra' Domenico durante le prossime registrazioni. 
"Parliamone insieme" è una rubrica di attualità, nata con lo scopo di promuovere riflessione, condivisione e confronto su tematiche sociali affrontate dal punto di vista religioso espresso dal protagonista della rubrica, Frà Domenico Spatola, intervistato dalla conduttrice Lavinia Guccione. Le riprese e il montaggio sono curate da Salvo Amato. Produzione Channel for You (@channelforyoumagazine )

Fra' Domenico Spatola: Parliamone insieme. Seconda puntata dedicata al Natale


Se volete fare una domanda a fra' Domenico potete utilizzare la chat della pagina Facebook @channel for you magazine. Le risposte verranno date da fra' Domenico durante le prossime registrazioni. 
"Parliamone insieme" è una rubrica di attualità, nata con lo scopo di promuovere riflessione, condivisione e confronto su tematiche sociali affrontate dal punto di vista religioso espresso dal protagonista della rubrica, Fra' Domenico Spatola, intervistato dalla conduttrice Lavinia Guccione. 

Le riprese e il montaggio sono curate da Salvo Amato. 

Produzione Channel for You. 
In questa seconda puntata parleremo del Natale...

Fra' Domenico Spatola: Parliamone insieme. Prima puntata


"Parliamone insieme" è una rubrica di attualità, nata con lo scopo di promuovere riflessione, condivisione e confronto su tematiche sociali affrontate dal punto di vista religioso espresso dal protagonista della rubrica, Fra' Domenico Spatola, intervistato dalla conduttrice Lavinia Guccione. 
Le riprese e il montaggio sono curate da Salvo Amato. 
Produzione Channel for You. 

venerdì 11 gennaio 2019

Fra' Domenico Spatola: San Bernardo da Corleone

Ogni anno da Corleone,
san Bernardo ci propone
un modello di sua vita,
che sembrare può ardita,  
mentre chiede solo amore
che fa bene sempre al cuore.
Egli fu uno spadaccino
e si volle cappuccino
per segnare con sua tempra
le sue stesse membra.
Fu modesto e penitente
e quanto a lui era incombente  
lo faceva con amore    
riempiendo di stupore
non solo i frati e i parenti
ma persin tutte le genti
che l'acclamavano lor santo
perché Bernardo amava tanto
i fratelli e il Signore
e a stupore
si innalzava su da terra
a parlar con Dio di guerra
ch'ei facea al proprio corpo  
che vedeva come orco 
che gli impediva santità.
Altri tempi quelli lá, 
dove ogni penitenza
ritenuta quintessenza
era di totale felicità.
San Bernardo in povertà
fu d'esempio
e del corpo fece scempio
per domare il suo vizio
fin dal tempo di novizio
ch'era d'ira furibonda
che abbonda
contro l'avversario
a suo ideale.
Fu reale
sua virtù
e ancor più
fu mansueto
e il suo animo fu quieto
per lo sguardo suo fisso
a Gesù il Crocifisso.

Fra' Domenico Spatola

Fra' Domenico Spatola: Il battesimo di Gesù

Mentre ognuno del Messia
chiedea se sia
Giovanni,
venuto a riparare i danni
dell'umana colpa,
il Giordano si ingolfa
di fedeli a battezzare.
Ma Giovanni diceva
che "non aveva
il ruolo del Messia
e che ad altri attenzione sia.
Egli battezza in Spirito e fuoco,
mentre fioco
è il mio battesimo al cospetto.
Egli è lo Sposo prediletto,
che non son degno di scalzare!".
Anche Gesù si vide arrivare
tra i peccatori,
che nel fiume lavavano gli errori.
Uscito però dall'acqua,
che altrui colpa sciacqua,
stando in preghiera,
nuova era
iniziò con lui,
a diradare i tempi bui:
scese lo Spirito Santo
e, a vanto,
di lui il Padre disse:
"È il Figlio, l' amato che sconfisse
il male:
ascoltarlo è perciò vitale!"

Fra' Domenico Spatola
Nella foto: Battesimo di Gesù (Guido Reni)

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo del Battesimo del Signore: Luca 3,15-16.21-22

Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, 16Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco.
Battesimo di Gesù
21Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì 22e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Al battesimo di conversione, predicato da Giovanni, la risposta del popolo fu generosa. La gente aveva compreso che il perdono si attuava nel cambiamento di vita più che nei riti sacrificali.
Ammirati, tutti si chiedevano se non fosse Giovanni "il Cristo", onesto fu il profeta a non approfittare dell'empatia montante a suo favore per appropriarsi del ruolo che diceva  non appartenergli perché un Altro era lo "Sposo da non scalzare". Con colorita espressione ("indegno di levargli il sandalo") rinviava alla legge del "levirato", che prevedeva che il cognato dovesse dare prole alla moglie del defunto fratello. Motivato perciò il rifiuto del Battista: "Viene dopo di me Uno più forte che vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco".
Profezia attuata solo a metà. Del "fuoco" infatti Gesù non si avvalse per incenerire i peccatori, di cui condivise la condizione tra i tanti in attesa di essere battezzati da Giovanni per dare morte alla vita precedente di peccato. Gesù l'accettava ma nel futuro. Il battesimo infatti non lavava lui, ma annunciava quello da lui "tanto desiderato" e che si sarebbe consumato sulla croce per "togliere il peccato del mondo".
"Uscito dall'acqua, mentre era in preghiera, il cielo si aprì", e da quel momento nessun diaframma lo avrebbe mai più  nascosto agli uomini, dal momento che lo Spirito Santo, in forma di colomba scendeva definitivamente sulla sua (nostra) umanità, consacrandone, nella condizione di Figlio, la missione di Messia.
Era lo Spirito delle origini che portando a compimento la Creazione, si rifugiava in Cristo come colomba fedele al suo nido. Del Padre si udì la voce a commento che  "il Figlio amato è la fonte del suo compiacimento" come preconizzato da Isaia nel "Carme del Servo sofferente".

Fra' Domenico Spatola.
Nella foto: Battesimo di Gesù (Leonardo da Vinci)

sabato 5 gennaio 2019

Fra' Domenico Spatola: Al fratello Totò

Rivivo tuoi non lunghi anni
di sofferenza e di fatica
e ardori tuoi vissuti
nell' innocente vita
Fu anno di calvario
ultimo tuo non divario
a tragedia infinita
che trasformò vita
tua di crocifisso
in letto fisso
al dolore
e dell'acre suo sapore
assaporasti umore:
tormento nel rutilante
mondo più distante
t'appartiene luce
di stella che conduce
come i Magi a stessa culla
ove vera e mai fasulla
fu tua fede
che ora a riposo chiede
in gelido inverno
al Signore: pace in eterno!

Fra' Domenico Spatola

giovedì 3 gennaio 2019

Fra' Domenico Spatola: Aria di Befana!

Quanto strana è magia
oppur follia
indagare su nel cielo
per vedere su quel telo
quella vecchia con la scopa
a girare l'Europa
per veder a chi carbone
lascerà a profusione.
Scelte sue non son ribelli:
essa cerca quelli
che non sono ospitali
con coloro che dai brutali
si difendono fuggendo
e tremendo
trovan rifiuti
dai Paesi evoluti.
Ingiustizia c'è nel mondo
che sarebbe più giocondo
e meno offeso
se non leso
il diritto d'ospitalità
ma questo è sogno e amenità.
Se ci fosse meno egoismo
ameremmo il pluralismo
dove non ci son più  barriere
ma emozioni quelle vere
dove l'altro
non è lo scaltro
da temere
poiché sue mani son sincere.

Fra' Domenico Spatola

Fra' Domenico Spatola: La Befana

Viene la Befana,
se sia alta oppure nana
non lo so,
ma quel poco vi dirò
che conosco da bambino:
entra solo dal camino;
ha le scarpe tutte rotte
e perciò viene di notte;
e se non trova i bimbi a letto
a dormire con l'orsetto
il suo regalo è il carbone
che essa tiene sul bastone
dell'immancabile sua scopa.
Suo continente è l'Europa,
ma se la si vuole universale
la sua presenza è mondiale.
Essa porta caramelle,
torroni e cose belle
a domanda di bisogno
a chi li chiede anche in sogno.
Se la guardi fa paura,
essa però è solo dura
con coloro che sulla Terra
voglion sempre solo guerra.

Fra' Domenico Spatola