venerdì 29 maggio 2020

Diretta di fra' Domenico Spatola del 29 maggio 2020: Vangelo di Giovanni, Capitolo XIV

Pubblicato da Fra' Domenico Spatola su Venerdì 29 maggio 2020

Fra' Domenico Spatola: "Lo Spirito riceverete"

Parve ad essi cosa strana,
quel giorno della settimana,
il primo a porte chiuse.
Dei discepoli confuse
eran le menti,
e i lor commenti
di paura,
temendo duratura
l'inimicizia dei Giudei,
rei
della morte del Maestro.
A togliere il capestro,
venne il Risorto
che, come in suo orto,
stette in mezzo a loro:
"Pace!" disse a coloro
che avevano temuto.
"Da voi è risaputo
che il Padre mi ha mandato.
Tal affido è consegnato
a voi da me".
Loro gioia fu per tre,
quando videro le mani
di lui che lontani
l'inviò alle genti.
Furon quelli i frangenti
in cui soffiò e loro disse:
"Permangan fisse
in voi le mie parole:
il Padre mio lo vuole.
Lo Spirito riceverete
e chi perdonerete
sarà perdonato
perché ognuno sia salvato".

Fra' Domenico Spatola
(dipinto di Tiziano)

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Domenica di Pentecoste (anno A): Giovanni 20, 19-23

19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».

Il primo giorno dopo il sabato, diventa il giorno Uno della nuova Creazione. È il tempo della Chiesa, chiamata a costruire il Regno. I discepoli, rintanati per paura dei Giudei, sperimentano gioia al vedere il Risorto e da lui ricevono con il "soffio" dello Spirito, l'affido missionario. Col Vangelo viene offerto alle genti il perdono di Dio. Si attua quanto promesso da Gesù ai suoi: "Io me ne vado, mando però a voi lo Spirito Paraclito", col ruolo di consolare e di santificare. È il nuovo tempo ("kairòs) quello di Cristo nella Chiesa e nel Mondo. L'amore e i sacramenti ne diverranno "segni" nella Storia. E lo Spirito tra Cristo/Capo e le sue membra ecclesiali, sarà "linfa" come tra "la vite e i tralci". Dono del Padre altissimo egli stesso è portatore di doni con cui viene garantita la bellezza e la funzionalità della Chiesa "Sposa". Tali doni ("carismi") esplicitano un servizio qualificante ("diaconia" e "ministeri") per la crescita. Essa  dello Spirito Santo partecipa dinamiche che nel credente traducono assimilazione al Cristo, sì da affermare come l'apostolo Paolo: "Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me!". È la richiesta giovannea al Padre fatta da Gesù a favore dei discepoli, in quella che viene ricordata  come "la preghiera sacerdotale": "Siano Uno come me e te, o Padre". La Pentecoste immerge la "Cattolica"  nelle molteplici Culture sul modello del Cristo incarnato (Vaticano II), la Chiesa cioè vocata ad annunciare, nelle lingue degli uomini, il messaggio unificante.

Fra' Domenico Spatola 

venerdì 22 maggio 2020

Diretta video di fra' Domenico Spatola del 22 maggio 2020: Vangelo di Giovanni Capitolo IX

Pubblicato da Fra' Domenico Spatola su Venerdì 22 maggio 2020

Fra' Domenico Spatola: 23 maggio 1992: un grazie per loro

Autostrada in frantumi,
di sangue sol grumi
e carni raccolte
di eroi, cui tolte
le vite osteggiate
eran state
da color che atroci
han voluto le croci
per Falcone e la scorta
ove morta
fu pure Morvillo.
Non  valga cavillo
per la festa
di chi loro testa
impenitente ha voluto.
È risaputo
ancor irridono sorte
di chi la morte
ha subìto da loro.
Lamentevole coro
di noi, traditi due volte,
ché più sconvolte
son le nostre speranze.
Ma a tali devianze
lo Stato rimedia?
Chiediam: non soprassieda
all' ingiustizia.
Forse vizia
un autorevole Stato?
Oggi arrecato
sia novello tributo
agli Eroi, ch'è dovuto.
A Umanità,
libertà 
han garantito:
sia dunque sentito
il grazie per loro
col simbolico alloro.

Fra' Domenico Spatola

Fra' Domenico Spatola: "Battezzate nel Nome..."

Andati in Galilea,
agli Undici rimanea
attendere il Signore
sul monte ove dimore
avea loro indicato.
Al vederlo, ognun prostrato
teneva dubbio in cuore
chiedendosi a tremore
il senso del programma,
testato dal suo dramma.
Ma avvicinatosi, Gesù,
li convinse ancor di più:
"A me ogni potere è stato dato
in cielo, in terra e sul creato.
Andate a far seguaci
e discepoli veraci
nel mondo intero,
col battesimo sincero
nel Padre e nel Figlio
e nello Spirito Consiglio,
e insegnando clamorose
stesse cose
che vi ho comandato,
avendole a voi testimoniato.
Io con voi sarò ogni giorno
finché alla fine non ritorno!"

Fra' Domenico Spatola
Nella foto: Ascensione di Salvador Dalì

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Festa della "Ascensione di Gesù al Cielo" (anno A): Matteo 28, 16-20

16 Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. 18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

In ogni Vangelo sono offerte alle Comunità ecclesiali indicazioni puntuali sul "dove" e "come" fare esperienza del Cristo Risorto.  In Matteo, Gesù nel dare appuntamento ai discepoli  predilige della Galilea "il monte" delle Beatitudini.  Le aveva dettato a programma della sua "Nuova Alleanza". Tornare alle origini rappresenta per l'evangelista il segnale inconfondibile per le Chiese di tutti i tempi. Agli Undici in attesa (ormai Giuda è retrocesso), il Risorto si fa visibile, senza tuttavia fugare in essi il dubbio di non farcela a seguirlo, nella via da lui tracciata. Ma il Risorto li consola, affidando loro stesso "potere" concessogli dal Padre, "in cielo sulla terra".  Perciò: "Andate e fate discepoli tutti i popoli, evangelizzandoli e battezzando i credenti nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Non sarà però un rito sterile e senza conseguenze per la vita. Egli stesso ne si fa garante assicurando la sua permanenza con loro per sempre.

Fra' Domenico Spatola 
Nella foto: Ascensione di Raffaello Sanzio