13 Allora Gesù dalla Galilea si recò al Giordano da Giovanni per essere da lui battezzato. 14 Ma questi vi si opponeva dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?» 15 Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, poiché conviene che noi adempiamo in questo modo ogni giustizia». Allora Giovanni lo lasciò fare. 16 Gesù, appena fu battezzato, salì fuori dall'acqua; ed ecco, i cieli gli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di lui. 17 Ed ecco una voce dai cieli che disse: «Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto».
Per la investitura messianica, Gesù cercò il Battista che, alle foci del Giordano, radunava i peccatori desiderosi di cambiare vita. Li battezzava nell'acqua, simbolo di morte ad un passato colpevole. Gesù si aggregò alla folla. La sua scelta, non era rivolta al passato, ma al futuro, per cambiare l'orientamento al messianismo davidico, come atteso anche dal Battista. Il "Messia immortale" non era infatti quello di Gesù, il quale proverà a fare accettare al suo Precursore il cambiamento radicale delle attese di Israele e del mondo. "Il Messia, con in mano la fiaccola, per bruciare i peccatori" non era nei progetti del Padre. La sua "giustizia" era di misericordia per i peccatori. Si ricredesse perciò Giovanni, che provava ad impedire a Gesù quel "rito di morte". Il Padre, intervenne a commentare con parole e simboli che accreditavano il suo Consacrato. "Il cielo squarciato irrimediabilmente, e lo Spirito, come colomba che scendeva su di lui come nel suo nido". Il Padre, a commento, parlò del "Figlio amato, su cui aveva posto il suo compiacimento". Richiami biblici per spiegare il suo Messia, non come guerriero che toglie la vita ma come Salvatore del mondo che dona la sua, sulla croce.
Fra' Domenico Spatola
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