sabato 16 maggio 2026

Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della "Ascensione al cielo di Gesù" (Anno A): Matteo 28, 16-20

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Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. 17 Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. 18 E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. 19 Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, 20 insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

L'Ascensione di Gesù in cielo non fu  separazione ma vicinanza più intensa di lui con l'Umanità. Gli  apostoli, "Undici" e  non più "Dodici" perché Giuda aveva fatto altra scelta, furono convocati da lui in Galilea. Ormai Gerusalemme era evitata "avendo dato la morte ai profeti". Il "monte" indicato da Gesù, aveva invece valenza profetica. Da lì infatti egli aveva dettato lo statuto della Nuova Alleanza: le "Beatitudini".  La loro osservanza avrebbe consentito al credente di ogni epoca di fare esperienza del Risorto. Al vederlo gli "Undici", prostrati, lo adorarono. Lo riconobbero Dio, come i Magi a Betlem. "Dubitarono" , dice il testo. Non di ciò che vedevano, ma delle proprie capacità. Come avrebbero potuto raggiungere la Gloria, senza passare attraverso le sofferenze patite dal Cristo? 
Ma Gesù, credette in loro, e chiese da subito collaborazione. Dove era arrivato lui, avrebbero dovuto continuare loro, con lo stesso potere accreditato dal Padre. "Andate in tutto il mondo, annunciate il Vangelo ad ogni creatura e chi crederà sarà battezzato". 
L'immersione nell'acqua battesimale avrebbe costituito la nuova qualità del credente: "nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". 
Le "Beatitudini" inoltre a orientamento della sua vita al bene degli altri, non come frutto dottrinale ma esperienziale. L'assicurazione finale del Risorto garantì i discepoli della sua Presenza che sarebbe stata intensa e duratura.

Fra' Domenico Spatola

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