lunedì 3 settembre 2018

Fra' Domenico Spatola: Santa Rosalia

Di Palermo è la Signora
e dai devoti pregata ognora:
il suo nome è Rosalia,
la migliore che ci sia.
Visse alla Quisquina
nella grotta piccolina.
Vi pregava notte e giorno,
mentre silenzio regnava intorno,
ma ciò che più vale
fu suo desio vitale
per il Cristo
del cui amore acquisto
ella fece
e in sua vece
operò le guarigioni.
Con forza da cannoni
girò quella notizia
e il padre, cui non vizia
la prepotenza,
volle portarla via con violenza.
Ma il Signore le venne incontro,
e poté evitare il paterno scontro,
e s'incamminò verso Palermo
e, col proposito fermo
di non farsi ricordare,
nello speco si volle ritirare.
Il cammino
la portò su monte Pellegrino,
ove un mattino
trovò una grotta
e quivi fece lotta
contro il male
e, da mortale
a evento prodigioso,
consegnò lo spirito a Cristo  sposo.
Scoppiò intanto l'epidemia di peste,
finirono le feste
e sol tristezza
copriva ampiezza
della gran città
in siccità
con gente morente
e con chi più niente
poteva ormai vantare.
La santa allor compare
a un cacciatore
perché prenda a cuore
tal problema
e ad emblema
indica il posto
dove il suo corpo era riposto.
Circolò il corpo della Santa,
e per Palermo tutta quanta
dove essa passava,
la peste arretrava
né più sarebbe ritornata,
e la città salvata
da colei che, liberando da ogni malattia,

è invocata da tutti "santa Rosalia".

Fra' Domenico Spatola 


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