lunedì 23 dicembre 2019

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo del Natale: Luca 2, 1ss

1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2 Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3 Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5 per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.
8 C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 13 E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:
14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama».
15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». 16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

Le componenti storico-geografiche, per storicizzare l'evento ci sono tutte. 
Da consumato narratore, l'evangelista Luca incastona la nascita di Gesù,  nella cornice della Storia universale, a orientare alla natura dell'accadimento. Il  censimento è pretesto per  eliminare obiezioni che si tratti di una "favola", e il contesto piega da subito verso altri spessori, più umili e congeniali alle scelte del Dio Bambino. Il mondo è quello di povertà dei diseredati di ogni tempo, espresso dai pastori che vegliavano quella notte le greggi. Il cielo luccicava  di stelle, e qualcosa nell'empireo si muoveva verso di loro: un Angelo del Signore, tutto per loro,  basiti da paura.  Inedito il messaggio di gioia: "È nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore". Temevano l'avvento del Messia, minacciato loro, perché permanentemente impuri. E invece la novità li commuove. Il Bimbo nato a Betlemme è come i loro neonati, giacenti nella mangiatoia: lì lo troveranno. La "luce divina li avvolge" nell'abbraccio loro mancato. All'annunziante fa eco il coro con il canto di "gloria" a Dio "filantropo" perché  innamorato della umanità.  Vanno in fretta a verificare, e annunciando a Maria il contesto che essa conserverà,  meditandolo nel cuore, per noi. Tornarono alla ferialità, e da apostoli cantarono il Vangelo,  il primo e con calore.

Fra' Domenico Spatola
Nella foto: Natività di Julio Padrino

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