martedì 9 maggio 2017

Fra' Domenico Spatola: In memoria di Peppino Impastato

Oggi il ricordo di due vittime
dell'odio
che fu danno
in stesso giorno stesso anno:
Aldo Moro e Peppino Impastato
fratelli per
accomunato loro impegno
a migliorare il mondo
su sponde diverse ma coincidenti
di stesse ambizioni e ideali.
Scosse la morte di Moro
ucciso dalle Brigate Rosse che,
con violenza e oppressione,
volevano la lor rivoluzione.
Peppino nel suo paese
per qualche mese
tenne testa
a quella mafia che calpesta
i diritti vitali della gente
e prepotente
impone sua legge.
Peppino, pur consigliato a restare
calmo,
volle cantare allo zio il suo
salmo: "Tano seduto" lo chiamava
forte per le strade
di contrade.
Rinfacciandogli loschi affari e malefatte
che prigioniere aveva fatte intere
città di Sicilia. Qualcuno
denunciò
ma sol Peppino
con sua radio
e qualche galoppino,
sfidava l'orco fin nel suo palazzo
da apparire agli occhi della gente
solo pazzo.
La madre era in grande
apprensione
e non si dava pace per tutta
l'avversione
che in paese avevano per il figlio,
cui non faceva mancare suo consiglio.
Cercava fino in fondo protezione
perché il figlio non finisse nel
burrone.
Ma il giovane scanzonato e
temerario
osava contrastare il prepotente
attenzionandolo ironico alla
gente
come mafioso, ombroso e
criminale.
Venne il fatale giorno di vendetta,
s'approfittò degli Italiani altra
allerta
quella dell'uccisione di Aldo
Moro, uomo intelligente e dal
cuore d'oro. Mentre veniva
trovato
ucciso in via Caetani
a Cinisi accadevano fatti strani.
Fu il volere dello zio, secondo
l'accusa della madre,
che Peppino venisse massacrato,
s'inventarono un sabotaggio alla
stazione
così che Impastato ch'era già
morto
poterono far credere
e tagliar corto
che si era suicidato.
Tutti dovettero accettare la
versione,
solo la madre ardita
e senza confusione
potè, richiesta in tribunale,
puntare il dito contro il criminale.
Ora Peppino è l'ideale d'ogni
eroismo che non teme morte
quando si impone diversa altra
sorte che suona offesa alla
civiltà.
Ricorderemo due
di ideale amico
che sia premessa di civiltà aperta
e non regressa umanità.

Fra' Domenico Spatola

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