Fra' Domenico Spatola
Volli emigrare, lontano, tra stelle, e guardare da quelle la terra vitale: la vidi sbocciare, qual rosa a dolore... e compresi l'amore. - Fra Domenico Spatola.
venerdì 28 marzo 2025
Fra' Domenico Spatola: Andò lontano...
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della Quarta domenica di Quaresima (anno C): Luca 15, 1-3.11-32
Luca 15,1-3
1 Si avvicinavano a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. 2 I farisei e gli scribi mormoravano: «Costui riceve i peccatori e mangia con loro». 3 Allora egli disse loro questa parabola:
Luca 15,11-32
Un dramma. Protagonisti: un padre, che fu anche madre, e due figli, fratelli ostili. Il racconto apre col figlio minore che, vivente il padre, pretese l'eredità. Gli spettava un terzo dell'asse ereditario. Cifra tuttavia considerevole. La raccolse e, in breve, partì per sprecarla in un paese lontano. Esaurito il denaro, e rimasto senza amici e lavoro, lo trovò nell'unico offertogli: accudire i maiali. Dall'abisso, in cui era caduto, ricordò del suo "status" di figlio di un padre, che aveva sempre visto come "padrone" di una servitù, che non mancava di nulla. "Tornerò - si disse - e chiederò un posto da servo". Ma il padre, che l'aspettava, lo vide da lontano e gli corse incontro. L'abbracciò e lo baciò. Era il suo perdono, per la gioia che "il figlio morto era risuscitato". Lo riabilitò, con calzari ai piedi e anello al dito. Ma quel ritorno dispiacque al fratello maggiore, che, tornato dai campi e udite le musiche dalla casa della tristezza, comprese che il fratello era tornato. Non volle entrare e al padre che lo supplicava, rivolse l'accusa di essere ingiusto, perché aveva immolato il vitello grasso per il figlio libertino. Ma il padre gli ricordò che il suo amore era più grande di qualunque peccato. Perciò accogliesse anche lui, da fratello, colui che egli aveva accolto da figlio.
Fra' Domenico Spatola
venerdì 21 marzo 2025
Fra' Domenico Spatola: Johan Sebastian Bach, 21 marzo 1685
Bach, che in tedesco significa "ruscello", avrebbe secondo Beethoven meritato il nome di "Auchàn", perché oceanica fu la sua produzione. Assorbì dagli stili e dalle forme musicali precedenti che rielaborò nella nuova sensibilità, quella "tonale", cui contribuì a dare affermazione, dopo i tentativi di Claudio Monteverdi, di Genualdo da Venosa e di tutto il Madrigalismo che si affrancava dalle leggi severe della polifonia del Palestrina e del contrappunto in auge in tutta l'Europa della "Arte fiamminga". Di tutto Bach fece tesoro, ma andò oltre con il "Temperamento equabile". Con lui si affermò la "musica idiomatica", scritta per gli strumenti. Attratto dai "Concerti di Vivaldi, li trascriveva di notte, a lume di candela, da rimetterci la vista. Nacquero i "Concerti Grossi", con "Brandeburghesi" e tutta la musica strumentale, e le "Cantate" per la Chiesa di San Tommaso di Lipsia, dove oggi è sepolto, e nella quale esercitò da "Maestro cantore" per oltre diciotto anni, a creare settimanalmente le musiche per le liturgie. Ma oltre il violino, fu l'organo lo strumento che lo rese immortale, nell'esercizio della "Arte della Fuga", sua cifra polifonica, elaborata in linee intrecciate e sempre riconoscibili. A Bach deve l'umanità e noi europei, come suoi concittadini in questo frangente buio, lo riconosciamo artefice di valori che sveglia nel cuore, di chi sa palpitare, meritando la sua Arte.
Fra' Domenico Spatola: Salvare il fico... senza frutto.
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Terza domenica di Quaresima (anno C): Luca 13, 1-9
venerdì 14 marzo 2025
Fra' Domenico Spatola: Trasfigurazione
idea di morte,
rifiutata sorte
dal davidico Messia.
Altra via
indicavi ai seguaci,
incapaci
di venirti dietro.
Così a Pietro,
e ai compagni
e a chi si lagni
che la morte sia disfatta:
la risposta fu compatta,
con Elia e con Mosè,
e la donasti ai tre
che volevano le tende.
Anche il Padre non si arrende
e, con voce roboante,
orienta il claudicante
e venire ad ascoltare
il Figlio da amare.
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della Seconda Domenica di Quaresima: Luca 9, 28b-36
venerdì 7 marzo 2025
Fra' Domenico Spatola: Fosti tentato...
Ti porse i sassi
perché li trasformassi.
Ma vero pane è la tua Parola
e ne facesti scuola.
Poi ti portò sull'alto monte,
e, a te di fronte,
propose i regni.
Pretese pegni
di te sommesso.
Ma non dimesso,
ne piegasti boria,
perché vittoria
è fiducia in Dio
di chi rinnega "l'io".
Infine fu sul tempio
spettacol empio.
"Gettati giù"
diceva a te, Gesù,
"gli angeli avrebbero evitato
che venissi fracassato!".
"Non tenterai Dio!",
e lo ricacciasti nell'oblio.
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Prima domenica di Quaresima (anno C): Luca 4, 1-13
venerdì 28 febbraio 2025
Fra' Domenico Spatola: Dai frutti...
Gesù, dai consigli.
Cieco non guidi altro cieco,
perché bieco
sarebbe il cammino.
Ovvio destino,
non maldestro,
che il discepolo
uguagli il suo Maestro.
Se vedi la pagliuzza
nell'occhio altrui,
è perché una trave fa i tuoi occhi bui.
Togli perciò la trave
quanto una nave,
e allora vedrai,
e, dai guai,
solleverai il fratello.
L'albero buono fa il frutto bello,
perché l'uomo si comprende dai suoi frutti.
Dal cattivo si raccolgon solo lutti,
e la bocca parla d'amore,
se ne abbonda il cuore.
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Ottava domenica del tempo ordinario (anno C): Luca 6, 39-45
sabato 22 febbraio 2025
Fra' Domenico Spatola: Siate misericordiosi...
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della settima domenica del tempo ordinario (anno C): Luca 6, 27-38
"Siate misericordiosi come il Padre vostro che è nei cieli", è il corrispettivo del Vangelo di Matteo: "Siate perfetti come il Padre celeste". Il termine "misericordia" traduce l'aramaico "rahamin", che richiama le "viscere materne". Il Padre è dunque anche "Madre". Il suo amore è per i figli cui, anche se peccatori, dona luce e pioggia, al di là dei meriti. Dio chiede ai figli di amare anche i nemici, e il suo messaggio raggiunge il culmine nella preghiera per loro. Nessun limite all'amore, che si fa perdono anche verso chi usa violenza. "Porgere l'altra guancia, a chi dà uno schiaffo", è consiglio gandhiano per interrompere la catena della violenza. Messaggio correttivo nei confronti di quello antico che si esplicita nel "Non fare agli altri quel che non vuoi che sia fatto a te". Con Gesù il comando si fa positivo: "Fai agli altri quel che vuoi che sia fatto a te". Creativo dunque, e proposto in misure incommensurabili, perché si verrà giudicati con la misura con cui si giudicherà il fratello. E la misura di Dio è illimitata.
Fra' Domenico Spatola