Fra' Domenico Spatola
Volli emigrare, lontano, tra stelle, e guardare da quelle la terra vitale: la vidi sbocciare, qual rosa a dolore... e compresi l'amore. - Fra Domenico Spatola.
venerdì 14 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Maria Assunta
Commento di Fra Domenico spatola al Vangelo della Assunzione di Maria in corpo e anima in cielo: Luca 1, 39-56
Maria incontra Elisabetta. Due madri in attesa dei rispettivi bambini. Il saluto della Vergine non fu rivolto a Zaccaria, incredulo, perciò attualmente muto perché sordo, ma ad Elisabetta che avendo creduto sa interpretare il saluto di Maria. Trasmissione dello Spirito Santo, di cui Maria era portatrice. Intercetta il saluto il bimbo nel grembo della madre, e danza di gioia, come in passato Davide davanti l'arca di Dio. Anche Elisabetta partecipò alla comunicazione dello Spirito e diede di Maria l'elogio più qualificante: "Beata te, che hai creduto!". Qui Maria sciolse il suo "cantico" all'Altissimo, magnificandolo per avere operato in lei grandi cose. Con sette verbi Maria dichiara la potenza di Dio che abbatte i troni dei potenti e innalza gli umili. Gli "anahim", ossia gli umiliati della Storia, a partire dal giusto Abele in lei hanno la "corifea" dell'innalzamento e la salvezza, a cominciare da Abramo e per tutta la discendenza.
Fra' Domenico Spatola
venerdì 7 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Camminò sulle acque...
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Diciannovesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 14, 22-33
venerdì 31 luglio 2026
Fra' Domenico Spatola: "Date voi da mangiare..."
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XVIII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 14, 13-21
venerdì 24 luglio 2026
Fra' Domenico Spatola: Il Regno assomiglia...
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vengelo della XVII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 13, 44-52
venerdì 17 luglio 2026
Fra' Domenico Spatola: Il frumento e la zizzania
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Sedicesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 13, 24-43
Tre parabole di Gesù per le dinamiche e l'affermazione del Regno di Dio. La prima narra del buon frumento fatto seminare dal padrone nel suo terreno. La zizzania sarà seminata nottetempo dal nemico. Tale erbaccia, dai frutti soporiferi e velenosi, agli inizi assomiglia al frumento da confondersi con esso. I garzoni, accortisi del danno, vorrebbero che il padrone desse loro il permesso di intervenire per estirparla. Il padrone fece notare il rischio di confonderla con il buon grano. Propose perciò di attenderne la crescita. Il messaggio di Gesù è alla Comunità di tutti i tempi. Il "catarismo" ossia la "Chiesa fatta solo dai puri", è tentazione costante. Essa è fatta da "santi e peccatori". "Casta meretrix" la definì Sant'Ambrogio nel IV secolo. La maturazione dei due semi dunque avrebbe verificato le rispettive identità e garantito quello buono. La parabola della "senape", dice l'autocomprensione del Regno. Il seme della senape è il più piccolo tra quelli dell'orto, ma quando matura, il suo arbusto si fa il più grande. Dei suoi frutti vengono a nutrirsi gli uccelli. La senape è contrapposta al cedro che invece simboleggia Israele, per le sue ansie di grandezza e di potere. Il cedro, sotto rami robusti domina i pagani, raffigurati dagli uccelli che vi nidificano sottomessi. Terza similitudine del Regno è il lievito. Alla massaia, per far crescere tre staia di farina (quaranta chili), di lievito basta una minima dose. Così il Regno agisce intimamente nel silenzio e, con pazienza e umiltà, matura il prodigio della crescita.
Fra' Domenico Spatola
venerdì 10 luglio 2026
Fra' Domenico Spatola: Tua Parola fu seme
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Quindicesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 13, 1-9
venerdì 3 luglio 2026
Fra' Domenico Spatola: Venite a me...
perché al tristo
e saputello dottore,
che arroganza coltivava in cuore,
non s'è svelato,
mentre ai piccoli che aveva amato
in quintessenza
di benevolenza,
del cielo
ha tolto il velo.
Tutto
diede a te,
per me,
e chi conosce lui
è colui
che nel Figlio crede
perché il Padre vede.
I piccoli chiamasti a te
a dar senso ai lor perché
di stanchezza e oppressione,
dando ristoro e comprensione.
L'invitasti poi alla tua Scuola
per imparare da tua Parola
che del giogo il peso pur non poco,
con te diventa fioco.











