Fra' Domenico Spatola
Volli emigrare, lontano, tra stelle, e guardare da quelle la terra vitale: la vidi sbocciare, qual rosa a dolore... e compresi l'amore. - Fra Domenico Spatola.
venerdì 28 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Pietro, tu non pensi secondo Dio...
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 16, 21-27
sabato 22 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: "Tu sei il Figlio del Dio vivente"
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXI domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 16, 13-20
sabato 15 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Il pane dei figli...
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Ventesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 15, 21-28
venerdì 14 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Maria Assunta
Commento di Fra Domenico spatola al Vangelo della Assunzione di Maria in corpo e anima in cielo: Luca 1, 39-56
Maria incontra Elisabetta. Due madri in attesa dei rispettivi bambini. Il saluto della Vergine non fu rivolto a Zaccaria, incredulo, perciò attualmente muto perché sordo, ma ad Elisabetta che avendo creduto sa interpretare il saluto di Maria. Trasmissione dello Spirito Santo, di cui Maria era portatrice. Intercetta il saluto il bimbo nel grembo della madre, e danza di gioia, come in passato Davide davanti l'arca di Dio. Anche Elisabetta partecipò alla comunicazione dello Spirito e diede di Maria l'elogio più qualificante: "Beata te, che hai creduto!". Qui Maria sciolse il suo "cantico" all'Altissimo, magnificandolo per avere operato in lei grandi cose. Con sette verbi Maria dichiara la potenza di Dio che abbatte i troni dei potenti e innalza gli umili. Gli "anahim", ossia gli umiliati della Storia, a partire dal giusto Abele in lei hanno la "corifea" dell'innalzamento e la salvezza, a cominciare da Abramo e per tutta la discendenza.
Fra' Domenico Spatola











