venerdì 6 marzo 2026

Fra' Domenico Spatola: Tuo cuore, Gesù, fonte d'amore




Quel pozzo fu l'approdo
ma era frodo, 
perché sua acqua non dissetò mia arsura. 
Giungesti allora tu e con tua cura
acqua a me donasti, 
e, chiedendo fede dissetasti
me, che dissoluto, cercavo altrove risoluto
come potere avere
acqua da bere. 
Gesù, la tua fu la migliore
offerta, 
mi mettevi però allerta
d'altra fonte che non fosse il cuore, 
quello tuo, da cui sgorga l'Amore.


Di Domenico Spatola

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Terza domenica di Quaresima (anno A): Giovanni 4, 5-42

5
 Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: 6 qui c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. 7 Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». 8 I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. 9 Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. 10 Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: "Dammi da bere!", tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». 11 Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest'acqua viva? 12 Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». 13 Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; 14 ma chi beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». 15 «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». 16 Le disse: «Va' a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». 17 Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene "non ho marito"; 18 infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». 19 Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. 20 I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». 21 Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. 24 Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». 25 Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». 26 Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».
27 In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». 28 La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: 29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». 30 Uscirono allora dalla città e andavano da lui.
31 Intanto i discepoli lo pregavano: «Rabbì, mangia». 32 Ma egli rispose: «Ho da mangiare un cibo che voi non conoscete». 33 E i discepoli si domandavano l'un l'altro: «Qualcuno forse gli ha portato da mangiare?». 34 Gesù disse loro: «Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera. 35 Non dite voi: Ci sono ancora quattro mesi e poi viene la mietitura? Ecco, io vi dico: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. 36 E chi miete riceve salario e raccoglie frutto per la vita eterna, perché ne goda insieme chi semina e chi miete. 37 Qui infatti si realizza il detto: uno semina e uno miete. 38 Io vi ho mandati a mietere ciò che voi non avete lavorato; altri hanno lavorato e voi siete subentrati nel loro lavoro».
39 Molti Samaritani di quella città credettero in lui per le parole della donna che dichiarava: «Mi ha detto tutto quello che ho fatto». 40 E quando i Samaritani giunsero da lui, lo pregarono di fermarsi con loro ed egli vi rimase due giorni. 41 Molti di più credettero per la sua parola 42 e dicevano alla donna: «Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo».

Un appuntamento galante. Tale appare dalla necessità dell'incontro, cui Gesù non volle sottrarsi. La Samaritana "inconsapevole" venne al pozzo di Giacobbe. Acqua stantia raccoglieva e in maniera faticosa, come per l'osservanza della Legge di Mosè. Gesù le parlò subito dello Spirito, accolto senza fatica, come da sorgente d'acqua viva". "Dammi da bere!" aveva chiesto alla donna, che era Samaritana. Bastava ciò per dichiararla "impura", e come  i suoi corregionali, "nemica d'Israele". 
"Come mai un giudeo si abbassava a chiedere acqua da bere a lei?". Meravigliata la donna, non conoscendo ancora l'interlocutore. Altrimenti "sarebbe stata infatti essa stessa a chiedere a lui". Così Gesù rispose allo stupore della donna. Egli le avrebbe dato l'acqua viva che disseta, senza farle più rinnovare la fatica di venirla a prelevare dal pozzo". Disponibile la donna: "Dammi - gli disse - quest'acqua, così non sarò più costretta a tornare al pozzo". Era figurata la Legge. Fatta breccia nel suo animo, Gesù chiese di più: "Vai a chiamare tuo marito". 
"Non ho marito", gli rispose. 
"Ne hai avuto cinque" le rispose, dandole ragione. Alludeva alla Samaria divenuta idolatrica per le cinque divinità imposte dagli Assiri nell'VIII secolo avanti Cristo. Iahvè perciò non era più il marito unico. 
La donna, avvinta, lo dichiarò "profeta" e chiese in fatto del culto: "Dove bisogna adorare Dio?". Gli propose le due località: Gerusalemme o sul monte Garizim. Tranciante: "Dio - rispose - è Spirito e si adora in Spirito e verità", aggiungendo: "Il Padre cerca tali adoratori". La donna allora chiese se fosse lui "il Messia che avrebbe svelato ogni cosa" . "Sono io che ti parlo". Frattanto tornarono i discepoli, che erano andati a comprare cibo, a disincantare l'idillio. La donna, lasciata la brocca ormai inutile, corse ad annunciare alla sua gente dell'uomo che le aveva svelato tutto. "Sarà il Messia?" si interrogava. Intanto i discepoli, pressavano Gesù perché mangiasse, ma altro era il cibo da  lui preferito e che essi non conoscevano. Lo indicò tuttavia  nelle bionde messi, seminate da altri, e che essi avrebbero raccolto. Intanto i Samaritani accorsi, dichiararono di credere in Gesù "Salvatore del mondo", non per la parola della donna ma per quella udita da lui. 
Alla stessa ora, qualche tempo dopo, sulla Croce Gesù chiederà di nuovo acqua da bere, perché "la sua sete - affermava Gregorio Nazianzeno - è che noi abbiamo sete di lui".
Di Domenico Spatola