Volli emigrare, lontano, tra stelle, e guardare da quelle la terra vitale: la vidi sbocciare, qual rosa a dolore... e compresi l'amore. - Fra Domenico Spatola.
sabato 3 ottobre 2026
Fra' Domenico Spatola: 2 ottobre, festa dei santi Angeli custodi. Matteo 18, 1-5.10
Fra' Domenico Spatola: San Francesco e il sultano
Fra' Domenico Spatola: Terza puntata. Francesco e la nuova famiglia...
Fra' Domenico Spatola: Seconda puntata. Francesco del Vangelo fece sua ragione di vita...
Fra' Domenico Spatola: In attesa del grande anniversario: 800 anni dalla morte di Francesco d'Assisi
Fra' Domenico Spatola: Il messaggio di Francesco
Commento di Fra Domenico Spatola al Vangelo della XXVII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 21, 33-43
sabato 26 settembre 2026
Fra' Domenico Spatola: Chi fa la volontà del Padre?
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXVI domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 21, 28-32
Ai capi religiosi e agli anziani del popolo, Gesù aveva posto la domanda circa l'autorità di Giovanni il Battista. Se fosse stata di origine divina o umana. Non vollero compromettersi perché lo avevano snobbato. Avevano dichiarato di non saperlo. Con la parabola dei due figli, Gesù diede la risposta. Un padre chiese ai due figli di andare nella sua vigna a lavorare. Il primo, che inizialmente aveva rifiutato, pentitosi, andò. Il secondo invece che si era dichiarato disponibile, non andò. Chi dei due avesse fatto la volontà del Padre, era evidente, e corretta fu la risposta degli interrogati. Allora Gesù spiegò che coloro che avevano adempiuto la volontà del Padre, erano stati i pubblicani e le prostitute, da loro tanto detestati. Essi infatti si erano convertiti alla predicazione del Battista, mentre i capi religiosi lo avevano, osteggiato, per convenienza. Alla fine, saranno gli stessi peccatori disprezzati, a occupare il loro posto alla mensa del Regno.
venerdì 18 settembre 2026
Fra' Domenico Spatola: Di tua benevolenza...
Commento di Fra' Domenico Spatola al vangelo della XX domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 20, 1-16
sabato 12 settembre 2026
Fra' Domenico Spatola: Perdonare come il Padre
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXIV domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 18, 21-35
venerdì 4 settembre 2026
Fra' Domenico Spatola: Il Padre vi ascolterà...
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXIII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 18, 15-20
venerdì 28 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Pietro, tu non pensi secondo Dio...
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 16, 21-27
sabato 22 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: "Tu sei il Figlio del Dio vivente"
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XXI domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 16, 13-20
sabato 15 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Il pane dei figli...
Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Ventesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 15, 21-28
venerdì 14 agosto 2026
Fra' Domenico Spatola: Maria Assunta
Commento di Fra Domenico spatola al Vangelo della Assunzione di Maria in corpo e anima in cielo: Luca 1, 39-56
Maria incontra Elisabetta. Due madri in attesa dei rispettivi bambini. Il saluto della Vergine non fu rivolto a Zaccaria, incredulo, perciò attualmente muto perché sordo, ma ad Elisabetta che avendo creduto sa interpretare il saluto di Maria. Trasmissione dello Spirito Santo, di cui Maria era portatrice. Intercetta il saluto il bimbo nel grembo della madre, e danza di gioia, come in passato Davide davanti l'arca di Dio. Anche Elisabetta partecipò alla comunicazione dello Spirito e diede di Maria l'elogio più qualificante: "Beata te, che hai creduto!". Qui Maria sciolse il suo "cantico" all'Altissimo, magnificandolo per avere operato in lei grandi cose. Con sette verbi Maria dichiara la potenza di Dio che abbatte i troni dei potenti e innalza gli umili. Gli "anahim", ossia gli umiliati della Storia, a partire dal giusto Abele in lei hanno la "corifea" dell'innalzamento e la salvezza, a cominciare da Abramo e per tutta la discendenza.
Fra' Domenico Spatola





















