sabato 7 febbraio 2026

Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della quinta domenica del tempo ordinario (anno A): Matteo 5, 13-16

13
 Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
14 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15 né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Le "Beatitudini", dettate dal monte costituivano la Nuova Legge. Alla stregua di un atto testamentario, Gesù volle che a garantirne la immortalità fossero i discepoli. Li chiamò "sale della Terra" e per responsabilizzarli, ipotizzò che "il sale perda il sapore". Chiese loro: "A che servirà?". Le strade sterrate della Galilea, con la pioggia diventavano pantani intransitabili. Il sale scipito vi si gettava per prosciugarli ed essere calpestati dalla gente. Con altra immagine, inoltre prospettava la missione dei discepoli: "Voi siete la luce del mondo". Li invitava a risplendere, come "la città costruita sul monte o la lampada accesa sul candelabro, posta sopra il moggio". 
Le "Beatitudini" sono proposte per tradurle in opere buone, a somiglianza di quelle del Padre del cielo.

Fra' Domenico Spatola 

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