Cercavo i tuoi occhi
tra i tanti balocchi
da infante:
ed eri mia amante.
Bizzarri cristalli
di focosi cavalli
eran sogno
ma, a bisogno,
tuoi baci cercavo
e abbracci ti davo,
legacci
per me:
Eri madre e io tuo re.
Ogni anno non scordo
primordiale ricordo
della promessa che mai
mi lasciavi nei guai.
Ora nel vento
son cento
pensieri sinceri
di intesa.
È mia resa,
d'immutato candore
al materno tuo amore.
Di Domenico Spatola

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