mercoledì 31 dicembre 2025

Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della solennità di Maria Madre di Dio: Luca 2, 16-21

16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. 19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
21 Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre.

Otto giorni son passati dalla Natività, e ancora la liturgia incantata ritorna al racconto dei pastori. Centrale per Luca e per il Figlio di Dio che predilige i poveri, categoria indiscussa cui appartennero i primi adoratori del Signore. La mangiatoia fu la sua culla nell'umiltà, come la mensa sarà il luogo ideale per comunicare il suo Pane. Quello che solo il Padre darà, perciò vero Pane. I pastori informarono delle cose solo a loro rivelate, da generare stupore e stuzzicare sconcerto per quel comportamento insospettabile divino. Chi raccolse e conservò nel cuore ogni singola parola o gesto, come in uno scrigno, fu la Madre, che attentamente meditava e custodiva per noi. Agli otto giorni, fu iscritto tra i figli di Abramo, perciò circonciso secondo la Legge. Sorprese il Nome. Toccava al Padre darlo al suo Unigenito e Dio lo chiamò Gesù, perché Salvatore.

Fra' Domenico Spatola

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