venerdì 13 febbraio 2026

Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della sesta domenica del tempo ordinario (anno A): Matteo 5, 17-37

17
 Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. 18 In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. 19 Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
20 Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
21 Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio. 22 Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.
23 Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24 lascia lì il tuo dono davanti all'altare e va' prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.
25 Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione. 26 In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!
27 Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; 28 ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.
29 Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna. 30 E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.
31 Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio; 32 ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
33 Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti; 34 ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio; 35 né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re. 36 Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. 37 Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

Le "beatitudini" non furono gradite, né dal popolo né dagli stessi discepoli. Sognavano il regno di Israele dominando i pagani e impadronendosi delle loro ricchezze. Gesù affermò che le Beatitudini avevano radici nelle Scritture (Legge e Profeti). Egli non aboliva ma inaugurava il Regno, col quale Dio governa non emanando leggi ma comunicando il suo Spirito. Pretese perciò dai discepoli una "giustizia" superiore a quella formale di Scribi e Farisei. Sostituì le tradizioni passate con sue proposte: "Avete inteso che fu detto... Ma io vi dico". La formula risuonò sei volte, offrendo preziosi consigli per il quotidiano di ogni sua Comunità, disinnescando tensioni e rabbia perché non si trasformino in insulti fino ad escludere i fratelli dalla propria vita. Altrimenti si finisce nella Geenna, tipologia di ogni totale fallimento.
Nuovo il rapporto con Dio da non anteporre alla relazione col fratello e l'offerta a lui, solo dopo essersi riappacificati.
Affrontò inoltre il caso dell'adulterio nella dignità della donna sposata che fa parte della creazione e non è da considerare un oggetto di  impossesso. Suggerisce anche rimedi e prevenzione per non cadere nelle ambizioni e nel potere. La sincerità diventi abituale, senza ricorrere alla pratica del giuramento, perché il di più viene dal maligno.

Fra' Domenico Spatola

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