19 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 20 Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. 21 Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». 22 Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; 23 a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi».
Il nuovo rapporto con Dio, instaurato da Gesù, richiedeva la "Nuova ed eterna Alleanza". Luca evangelista la vide attuata nel dono dello Spirito Santo a Pentecoste. Quella preesistente ebraica, da lui rivisitata, celebrava la Legge di Mosè, mentre è lo Spirito Santo il vero dono di Dio all'umanità. Se accolto, sprigiona immensa energia d'amore. Ogni evangelista ha un proprio modello di Pentecoste. Per Giovanni è "consegna dello Spirito" alla Chiesa. Gesù, nel suo Vangelo, in due momenti comunica lo Spirito. La prima volta dalla Croce e l'altra, la sera di Pasqua, quando, a porte chiuse, venne tra i discepoli, ancora impauriti per la tragedia toccata al Maestro. Stando in mezzo a loro, Gesù disse: "Pace a voi!". Non era solo un augurio, ma il suo dono d'amore, del quale esibì i segni nelle mani e nel costato. Monili esibiti con l'orgoglio del pastore che aveva dato la vita per le sue pecorelle. Li invitò a passare dal timore all'amore e, soffiando su loro lo Spirito, li rese capaci di separare gli uomini dalla sfera del male. Aggiunse nuovo affido:
portare il suo amore a tutti gli uomini, per viverlo in pienezza.
Fra' Domenico Spatola

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