venerdì 7 agosto 2026

Fra' Domenico Spatola: Camminò sulle acque...


Contro l'onde, nella notte, 
furon lotte. 
Il vento più furioso, 
dalla barca prodigioso 
in quel marasma, 
Gesù, ti videro fantasma. 
Gridarono
non audaci 
i tuo seguaci. 
E ti svelasti a loro
qual tesoro:
"Io sono non temete!"
furon le parole liete. 
Pietro allor si fè coraggio
e chiese a te  a omaggio, 
sull'acqua camminare. 
Volevi a lui dare
stesso potere. 
Ma egli fu a temere 
dal vento impaurito, 
e a darti udito
non stette  
ma temette,
nei gorghi d'affondare. 
Lo tirasti su dal mare, 
e da tuo erede, 
lo invogliasti ad aver fede. 
Giunti poi a riva, 
di meraviglia viva
rimasti ammirati, 
t'adorarono prostrati.

Fra' Domenico Spatola 

Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Diciannovesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 14, 22-33

22
Subito dopo ordinò ai discepoli di salire sulla barca e di precederlo sull'altra sponda, mentre egli avrebbe congedato la folla. 23 Congedata la folla, salì sul monte, solo, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava ancora solo lassù.
24 La barca intanto distava già qualche miglio da terra ed era agitata dalle onde, a causa del vento contrario. 25 Verso la fine della notte egli venne verso di loro camminando sul mare. 26 I discepoli, a vederlo camminare sul mare, furono turbati e dissero: «È un fantasma» e si misero a gridare dalla paura. 27 Ma subito Gesù parlò loro: «Coraggio, sono io, non abbiate paura». 28 Pietro gli disse: «Signore, se sei tu, comanda che io venga da te sulle acque». 29 Ed egli disse: «Vieni!». Pietro, scendendo dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. 30 Ma per la violenza del vento, s'impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». 31 E subito Gesù stese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
32 Appena saliti sulla barca, il vento cessò. 33 Quelli che erano sulla barca gli si prostrarono davanti, esclamando: «Tu sei veramente il Figlio di Dio!».

Condivisi i pani con la folla, i discepoli speravano in un plebiscito per Gesù "Messia, figlio di Davide". Ma egli, fiutato il pericolo,  volle spedire i suoi in barca, all'altra riva. 
Egli, congedata la folla, salì  sul monte. Tutto solo. L'evangelista rivide il fallimento di Mosè, quando il suo popolo aveva adorato il vitello d'oro. La barca, in mezzo al mare, intanto era  flagellata dal vento. Gesù andò incontro ai suoi, camminando sulle acque. Il gesto era teofanico. Solo Dio infatti poteva camminare sulle acque. I discepoli, spaventati, gridarono al fantasma. 
Gesù li tranquillizzò, dichiarandosi col nome divino "Iahvé". "Non temete - disse - io sono". Pietro ne volle la prova chiedendo a Gesù lo stesso potere: "Fammi venire da te camminando sulle acque". Dopo qualche passo, impaurito dal forte vento, dubitò e stava per affondare. Gesù lo prese per mano e gli rimproverò la poca fede. 
I discepoli, accolto Gesù in barca, giunsero subito a riva  e scesi si prostrarono e lo adorarono quale Dio.

Fra' Domenico Spatola