venerdì 3 luglio 2026

Fra' Domenico Spatola: Venite a me...

Lode al Padre rendevi, o Cristo, 
perché al tristo
e saputello  dottore, 
che arroganza coltivava in cuore, 
non s'è svelato, 
mentre ai piccoli che aveva amato
in quintessenza
di benevolenza, 
del cielo
ha tolto il velo.
Tutto
diede a te, 
per me, 
e chi conosce lui
è colui
che nel Figlio  crede
perché il Padre vede.
I piccoli chiamasti a te
a dar senso ai lor perché 
di stanchezza e oppressione, 
dando ristoro e comprensione.
L'invitasti poi alla tua Scuola
per imparare da tua Parola
che del giogo il peso pur non poco, 
con te diventa fioco.

Fra' Domenico Spatola

Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Quattordicesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 11, 25-30

25
In quel tempo Gesù disse: «Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. 26 Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. 27 Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
28 Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 29 Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. 30 Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero».

Gesù aveva lamentato il rifiuto delle città sottomesse  all'insegnamento di Scribi e Farisei. Benedice però il Padre per "i semplici" che lo hanno accolto. Del Padre elogiò l'essersi nascosto alle logiche dei dottori della Legge, perché egli è il Dio-Amore, non può essere compreso da chi si rapporta, con lui e con il prossimo coi criteri di un Codice. Per il Padre,
l'uomo è la creatura che egli ama e protegge. Perciò  criterio unico per interpretare la sua stessa Parola, è attuare la felicità dell'uomo. Chi ritiene che l'osservanza dei comandamenti è più importante del bene dell'uomo, non potrà mai comprendere
l'amore di Dio. Semplici sono coloro che accolgono Dio in quanto "Amore" , perché di esso hanno bisogno. Tale dinamica nello Spirito consente la conoscenza del Figlio e del Padre, che in Gesù "l'Emmanuele" si fa "Dio con noi", quindi non da cercare, ma da accogliere e, insieme con lui e come lui, orientarsi verso l'umanità.  Dio si mostra qual è, cioè Amore, se si toglie la Legge che impedisce di conoscerne la natura di Padre. Da qui  incolmabile la distanza dai dottori della Legge, che sanno  appesantire di norme e creare nell'anima spaventosi sensi di colpa. Agli "stanchi e oppressi" dalla Legge, Gesù dà l'invito a venire a lui. Il ristoro che promette è il riposo quando si accoglie il suo giogo da condividere con lui accogliendo le "Beatitudini", per la felicità. Non dunque regole da osservare, ma amore da accogliere e  condividere.

Fra' Domenico Spatola