Passando vide un uomo cieco dalla nascita
Giovanni 9:6-9
Giovanni 9:6-9
6 Detto questo sputò per terra, fece del fango con la saliva, spalmò il fango sugli occhi del cieco 7 e gli disse: «Va' a lavarti nella piscina di Sìloe (che significa Inviato)». Quegli andò, si lavò e tornò che ci vedeva. 8 Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, poiché era un mendicante, dicevano: «Non è egli quello che stava seduto a chiedere l'elemosina?». 9 Alcuni dicevano: «È lui»; altri dicevano: «No, ma gli assomiglia». Ed egli diceva: «Sono io!».
Giovanni 9:13-17
Giovanni 9:13-17
13 Intanto condussero dai farisei quello che era stato cieco: 14 era infatti sabato il giorno in cui Gesù aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. 15 Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come avesse acquistato la vista. Ed egli disse loro: «Mi ha posto del fango sopra gli occhi, mi sono lavato e ci vedo». 16 Allora alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non viene da Dio, perché non osserva il sabato». Altri dicevano: «Come può un peccatore compiere tali prodigi?». E c'era dissenso tra di loro. 17 Allora dissero di nuovo al cieco: «Tu che dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?». Egli rispose: «È un profeta!».
Giovanni 9:34-38
34 Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.
35 Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». 36 Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui». 38 Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi.
Giovanni 9:34-38
34 Gli replicarono: «Sei nato tutto nei peccati e vuoi insegnare a noi?». E lo cacciarono fuori.
35 Gesù seppe che l'avevano cacciato fuori, e incontratolo gli disse: «Tu credi nel Figlio dell'uomo?». 36 Egli rispose: «E chi è, Signore, perché io creda in lui?». 37 Gli disse Gesù: «Tu l'hai visto: colui che parla con te è proprio lui». 38 Ed egli disse: «Io credo, Signore!». E gli si prostrò innanzi.
Gesù incontrò l'uomo cieco. Figura di chiunque ancora non aveva incontrato lui "luce del Mondo".
Lo volle "ri-creare", con il gesto di quando lo aveva creato. Stessi gli elementi: la "terra" e il "soffio dello Spirito". Con l'unguento, gli aprì gli occhi. "Vai a lavarli alla piscina di Siloe", gli disse. Il valore era messianico: "Inviato". Si lavò e vedeva. Accadde in un sabato, giorno sacro al riposo di Dio. La guarigione dell'infermo era tra le 1521 cose proibite dalla Legge e, avendola trasgredita, Gesù "non poteva venire da Dio". Fu la loro sentenza. Alcuni tra i presenti, privi di pregiudizi, invece lo riconobbero "profeta". Fu da subito istruito il processo. I farisei vollero sapere dai genitori del ragazzo se fosse stato realmente cieco. Essi, senza compromettersi, risposero che "il figlio era in grado di chiarire. Lo chiedessero a lui". Le pressioni furono anche psicologiche, per indurre il ragazzo a dire che "colui che gli aveva dato la vista era un peccatore". Ma l'imputato non cambiò versione: "So che ero cieco - ripeté a oltranza - e ora ci vedo". Poi, volle sfidarli: "Volete forse diventare suoi discepoli?". Presero la provocazione come bestemmia, "noi - risposero - siamo discepoli di Mosè, del quale conosciamo l'origine, mentre di lui non sappiamo di dove sia". Ma al ragazzo non interessavano affatto le loro dottrine, perché "prima non vedeva e ora ci vede". Passarono alle offese: "Anche tu sei un peccatore!". Lo cacciarono dalla sinagoga. Gesù lo trovò e ne sollecitò la fede: "Credi nel Figlio dell'uomo?". Chiese: "Chi è, Signore?".
"Sono io, che ti parlo".
Rispose: "Credo, Signore!".
Fra' Domenico Spatola

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