sabato 15 agosto 2026

Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Ventesima domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 15, 21-28

21
Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone. 22 Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio». 23 Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: «Esaudiscila, vedi come ci grida dietro». 24 Ma egli rispose: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele». 25 Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: «Signore, aiutami!». 26 Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini». 27 «È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». 28 Allora Gesù le replicò: «Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.

Si era compromesso in Galilea,  dichiarando che "nessun cibo è impuro". Aveva negato origine divina alla legge "sul puro e sull'impuro" che costituiva un intero libro di Mosè: il Levitico. Reato gravissimo  punibile con la morte. 
Gesù dovette perciò esiliare tra i Cananei, in terra pagana. Nei dintorni di Tiro e di Sidone una donna implorò la guarigione della figlia. Lo chiamò "figlio di Davide", col titolo del bellicoso Messia, che però Gesù non riconosceva per sé. Quindi non rispose. Allora i discepoli, insofferenti alle grida della donna, chiesero a Gesù di esaudirla, così se la sarebbero levata di torno. Gesù le parlò: "Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cani". La donna comprese la provocazione, ma replicò: "Signore - disse - anche i cani mangiano le briciole che cadono dalla mensa dei padroni". Lodò la fede della madre, e la guarigione  della figlia fu conseguente. La lezione valeva anche per i discepoli, che iniziò alla missione nel mondo pagano.

Fra' Domenico Spatola

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