"Perdonare sette volte?".
Di Pietro erano svolte,
per Cristo insufficienti,
e cifre inesistenti
a lui dettò
e le quantifica
in nette
"settanta volte sette".
Stesso perdona Dio,
che in oblio
il suo debito avea condonato
a colui che, perdonato,
non perdonò.
Tal si svelò
né fu capace
di dare pace
al fratello
da cui pretese quello
che gli doveva,
e lo gettò in galera.
Ma il re saputo il fatto
lo ritenne un gran misfatto
e, chiamato il servo ingrato,
disse a lui beneficato,
che doveva condonare
la somma che dovea a lui dare
il suo debitore,
come fatto avea con lui il suo Signore.
Di Domenico Spatola

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