1 Il regno dei cieli è simile a dieci vergini che, prese le loro lampade, uscirono incontro allo sposo. 2 Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; 3 le stolte presero le lampade, ma non presero con sé olio; 4 le sagge invece, insieme alle lampade, presero anche dell'olio in piccoli vasi. 5 Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e dormirono. 6 A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! 7 Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. 8 E le stolte dissero alle sagge: Dateci del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono. 9 Ma le sagge risposero: No, che non abbia a mancare per noi e per voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene. 10 Ora, mentre quelle andavano per comprare l'olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. 11 Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: Signore, signore, aprici! 12 Ma egli rispose: In verità vi dico: non vi conosco. 13 Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l'ora.
Dieci vergini con le torce furono chiamate per illuminare il corteo nuziale.
Dal loro identikit si apprende che cinque erano "sagge", mentre le altre "stolte". La "stoltezza" equivaleva a "pazzia". Come è detto nel capitolo settimo di Matteo, a conclusione del "discorso della montagna". "Saggio" è colui che costruisce la casa sulla roccia, che in metafora è la Parola di Gesù, e non dovrà temere le intemperie.
"Folle", al contrario, è chi edifica sulla sabbia. Frattanto lo sposo tardava a venire, e le vergini si addormentarono. A mezzanotte, un grido le svegliò: "Ecco lo sposo, andategli incontro!". Si attivarono le "sagge" ad accendere le torce perché provviste d'olio. Le "stolte" invece che ne erano sprovviste, implorarono le colleghe perché condividessero con loro il proprio. Ma queste si schermirono, non per egoismo, ma perché l'olio nella parabola rappresentava l'amore, come conseguenza della fede, figurata dalla torcia spenta. La domanda si fa conseguenziale: "Come si può credere senza amare?"
All'interrogativo risponde nella sua Lettera l'apostolo Giacomo: "La fede senza le opere è morta" (2,26). In stessa logica, Gesù aveva dichiarato: "Non chi dice 'Signore, Signore' , entrerà nel Regno dei Cieli ma chi compie la volontà del Padre mio che è nei cieli" (Matteo 7, 21).
Le sciagurate si avventurarono perciò a comprare olio dai rivenditori, ma in tempo scaduto, perché lo Sposo era entrato nella sala con le vergini sagge. Il portone venne pesantemente chiuso, e le stolte, tornate, gridarono perché lo Sposo aprisse. Inutilmente. Dall'interno la risposta tuonò implacabile: "Non vi conosco!".
Fra' Domenico Spatola

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