venerdì 5 giugno 2026

Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della Solennità del "Corpus Domini" (anno A): Giovanni 6, 51, 58

51
Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
52 Allora i Giudei si misero a discutere tra di loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?». 53 Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. 54 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. 55 Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. 56 Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. 57 Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. 58 Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Nella sinagoga, a Cafarnao, col suo discorso Gesù aveva deluso la folla che lo voleva acclamare re, preoccupato i capi religiosi per la proposta della nuova  relazione con Dio e scontentato i discepoli che lo abbandonarono.  Si era dichiarato Dio e identificato come "Pane di vita". "Dato dall'alto" perché di origine divina  e portatore di vita immortale. Lo specificò "sua carne", per la quale comunica lo Spirito. Un Dio umanizzato, e la comunicazione con lui si fa possibile solo attraverso l'umanità. "Più si è umani e più si è divini" (papa Francesco). 
Quale la reazione dei Giudei? Di totale rigetto. Per loro era inaccettabile un Dio che, anziché pretendere sacrifici, si facesse egli stesso dono all'umanità.
Gesù ribadì che bisognava mangiare la sua carne e bere il suo sangue, per rimanere in lui. Sullo sfondo si alludeva all'Agnello  della notte di liberazione di Israele dalla schiavitù d'Egitto. La carne dell'animale serviva a dare forza nel viaggio, e 
il sangue a proteggerlo dalla morte. Offerta irrinunciabileper l'uomo che si vuole realizzare in pienezza. Assimilarsi a lui fino alla identificazione: "Chi mangia e beve di me, rimane in me".  Fondendosi con il credente Gesù ne avrebbe dilatato le  capacità di amore perché la vita ricevuta va donata. La manna di Mosè non salvò dalla morte chi la mangiò. Vero Pane è dunque il suo Corpo.

Fra' Domenico Spatola

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