37 Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; 38 chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
40 Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. 41 Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. 42 E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Padre e madre meritano amore. È nella natura delle cose. Se però la loro autorità si fa prepotente da inibire la crescita dei figli non consente di realizzare la pienezza della vita. Questa infatti chiede scelte coraggiose. Spesso anche dolorose. Il senso è nel figurato "sollevare la croce" per seguire Gesù. L'immagine è colta nel momento in cui il condannato alla crocifissione sollevava da terra il patibolo. Il disprezzo della società era pari al rifiuto totale. Anticipato era nell'immagine il destino del Maestro, perseguitato dalla società fino alla morte in Croce. Gesù chiedeva a chi lo voleva seguire stessa generosità. Incondizionata fino al dono della vita. Ne anticipava il premio. La adesione a lui infatti sarebbe stato il migliore investimento per il futuro. La ricompensa al suo discepolo non era solo equiparata a quella del Profeta e del Giusto, ma insieme a chi gli offriva anche un bicchiere di acqua fresca, era nel dono più incommensurabile: il Padre e il Figlio avrebbero abitato in loro.
Fra' Domenico Spatola

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