venerdì 19 giugno 2026

Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 10, 26-33

 
26 Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. 27 Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti. 28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. 29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
30 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 31 non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!
32 Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33 chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

Gesù preparando i discepoli alla Missione, li allertava sui pericoli e le minacce che avrebbero subìto dalla società che, non riconoscendoli suoi, li avrebbe rigettato come corpi estranei. Li incoraggiava a non avere paura di chi poteva uccidere il corpo ma non l'anima, perché la morte non interrompe la vita di chi crede in lui. Il compito affidato era l'evangelizzazione, da portare in tutto il mondo con la pace. Nessun timore dunque. L'unico da temere dovrebbe essere Dio, in grado di fare precipitare nella Geena, il fuoco inestinguibile. Ma non è il Dio annunciato da Gesù. Egli è infatti il Padre, datore di vita. Ama i figli e si prende cura di loro, come della intera Creazione. Nella sua tenerezza nutre passeri insignificanti e nocivi. Egli conosce e predilige chi ama suo Figlio e collabora con lui consentendogli di coronare la vita con successo,  perché, nel caso contrario, sarebbe il fallimento.

Fra' Domenico Spatola

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