venerdì 31 luglio 2026

Commento di Fra' Domenico Spatola al Vangelo della XVIII domenica del tempo ordinario (Anno A): Matteo 14, 13-21

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Udito ciò, Gesù partì di là su una barca e si ritirò in disparte in un luogo deserto. Ma la folla, saputolo, lo seguì a piedi dalle città. 14 Egli, sceso dalla barca, vide una grande folla e sentì compassione per loro e guarì i loro malati.
15 Sul far della sera, gli si accostarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». 16 Ma Gesù rispose: «Non occorre che vadano; date loro voi stessi da mangiare». 17 Gli risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci!». 18 Ed egli disse: «Portatemeli qua». 19 E dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull'erba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. 20 Tutti mangiarono e furono saziati; e portarono via dodici ceste piene di pezzi avanzati. 21 Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Decapitato il Battista,  toccò a Gesù iniziare la gente al nuovo "esodo" attraverso il deserto. Della folla, che lo accolse sulla riva appena sbarcato, ebbe compassione e guarì i molti malati.  La condivisione dei pani, secondo Matteo, orienta all'Eucaristia, il tema pasquale per eccellenza. I due eventi vengono, dall'evangelista, collegati con gli stessi indizi. A partire  dall'ora: "al calar della sera". I discepoli interruppero Gesù che parlava alla folla, perché la congedasse per andare a cercarsi pane da mangiare. 
Immediata la controproposta: "date voi pane da mangiare!". Ma essi di pani ne avevano cinque, quanti i libri della Legge di Mosè. E, per la loro logica, ambedue andavano meritati. Aggiunsero inoltre di avere due pesci. Avrebbero completato il numero sette, cifra della totalità. Gesù volle che la folla si sdraiasse sull'erba. L'Eucaristia li rendeva infatti signori e i suoi discepoli sarebbero stati a loro servizio.  Gesù  "prese i pani" e in intimità col Padre, rese grazie "alzando gli occhi al cielo". Ordinò quindi ai discepoli di distribuire il pane. Non pretese dalla folla né le abluzioni né i riti di purificazione. Mangiarono tutti gratuitamente e a sazietà. Si attuavano così i tempi messianici dell'abbondanza. La condivisione  consentì aumento
di altro pane posto in dodici ceste, destinate alle tribù di Israele. Gli uomini in numero di "cinquemila", multiplo di Cinquanta, testimoniavano  l'effusione dello Spirito Santo, in rinnovata Pentecoste.

Fra' Domenico Spatola

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