44 Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
45 Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46 trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
47 Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. 48 Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. 49 Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni 50 e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.
51 Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». 52 Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».
Le ultime tre parabole delle sette nelle quali Matteo parla del Regno dei cieli. Nella prima lo dichiara "tesoro, nascosto in un campo". Chi lo trova è beato perché lo apprezza e, per averlo deve liberarsi di quanto possiede, e comprare il campo. Affine è la parabola del mercante intenditore di perle. Curioso, si aggira nei bazar orientali forniti di ogni genere di mercanzia. Solo una perla lo attira, perché la ritiene di grande valore e, per comprarla, vende quanto possiede. Di diversa natura è la terza parabola. La rete gettata in mare dai pescatori. Tratta a riva, piena di ogni genere di pesci buoni e cattivi. Seduti i pescatori, li selezionano. I buoni li pongono in canestri e i marci li ributtano in mare. È simboleggiato il finale della Storia. Toccherà agli angeli eseguire infine il giudizio, gettando nella fornace ardente, coloro che hanno fallito l'esistenza, per non avere amato.
A conclusione, l'evangelista si presenta: "scriba, divenuto discepolo del Regno dei Cieli". Dichiara il diritto di agire con l'autorità di un padre di famiglia, che dal tesoro estrae il nuovo. Il vecchio se compatibile con il Regno.
Fra' Domenico Spatola

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