sabato 3 ottobre 2026

Fra' Domenico Spatola: In attesa del grande anniversario: 800 anni dalla morte di Francesco d'Assisi

A meno sei giorni dalla solennità di San Francesco, cara a tutti i seguaci del "Poverello d'Assisi", viene voglia di parlare di lui e del suo tempo. Non è assolutamente arida la editoria su di lui con biografie che iniziano dall'antichità, lui vivente e, e recentemente riprodotte dai due più noti storici-divulgatori italiani: Barbero e Cazzullo. Attenti e puntuali a date e fatti, ma certamente non capaci di cogliere l'anima di Francesco.  Uno dei due, o forse entrambi, si dichiara apertamente "ateo". Mi chiedo come si possa parlare olisticamente di Francesco se non si riconosce la Divinità di Cristo di cui, il Poverello innamorato, fu reso dallo Spirito Santo "Icona vivente"?  La vita di Francesco è impossibile  comprenderla senza condividerne il fuoco per il Signore che egli aveva dentro. È lo Spirito Santo a fargli da Maestro per tutta quanta la verità. Sulle orme di Gesù e, con lui "Figlio", il Poverello consegnò interamente la sua vita al Padre.
Può interessare la storia per le sue vicissitudini, vissute e subìte dal nostro Santo. La sua epoca ci è estranea, ma le risposte date di volta in volta da Francesco superano i confini di quella tempere e offrono a noi respiri di pienezza di vita. 
Supera i  confini e i retaggi  del suo tempo e si fa a noi contemporanea la sua fede incrollabile, all'ombra del Crocifisso fin dagli esordi, dalla chiesa romita di San Damiano. Inviato dal Crocifisso a riparare la Chiesa. Attuale è stessa missione, oltre la Chiesa medievale di Innocenzo III, di papa Onorio e di Gregorio IX, e dello stesso Bonifacio VIII, continua ad essere fiaccola di spiritualità per il nostro tempo, e per ogni tempo. Sua scelta fu il Vangelo e questa "sine glossa", come la "Regola di vita e dei suoi Frati Minori" data come eredità ai suoi Frati. Nel Testamento chiese amore per gli ultimi e i lebbrosi. Nella società in cui contavano solo i nobili e i "majorés",  Francesco volle i suoi Frati "minores". Fu scelto da Dio sulla via di Spoleto, mentre inseguiva chimère di gloria alla corte di Gualtiero di Brienne. Lì comprese che era meglio "servire il Padrone, e non il servo" e di Cristo divenne "Cavaliere". Tornato ad Assisi il Signore ne completò conversione e il cambiamento.

Di Domenico Spatola

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