venerdì 26 marzo 2021

Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Domenica delle Palme (anno B): Marco 11, 1-10

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 Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli 2 e disse loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. 3 E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito». 4 Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. 5 E alcuni dei presenti però dissero loro: «Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?». 6 Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare. 7 Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. 8 E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. 9 Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano:
Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
10 Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide!
Osanna nel più alto dei cieli!

Al villaggio di fronte, Gesù inviò due discepoli a "slegare" un asinello e portarglielo. Betfage e  Betania, in prossimità di Gerusalemm, erano dominate dall'ideologia del "villaggio" refrattaria a qualunque novità. L'intero episodio di Marco è all'insegna dell'incomprensione tra Gesù e discepoli. Il "cammino" per Gerusalemme era iniziato a Cesarea di Filippo, dove Gesù aveva dato il primo annuncio della sua "passione, morte e risurrezione". La reazione di Pietro fu immediata : "Il Messia non deve morire!" Tracotante da meritare l'appellativo di "satana" e l'ingiunzione di rimettersi a sequela. In prossimità della meta, Gesù vuole fare l'ingresso alla sua maniera. I discepoli tornarono con l'asinello, attuando la profezia di Zaccaria, il quale, cinque secoli prima, in contro tendenza, aveva prospettato un Messia umile su un asinello. Impopolare, la profezia fu subito rimossa  dagli scribi, perché contraria ai sogni di gloria d'Israele. Gesù la sceglie, e quanti lo seguono mostrano, col gesto del mantello, il tipo  di adesione. Chi lo pone sul dorso del puledro, aderisce totalmente. Chi invece lo stende sulla strada perché Gesù vi passi sopra,  dichiara sottomissione a colui che riconosce dominatore. Le palme e gli  ulivi agitati, sono i simboli della "festa delle capanne", messianica per eccellenza. L'ingresso di Gesù e in contraddizione col trionfo atteso, e passa perciò sdegnosamente inosservato dalle autorità e dalla stessa città. Ma anche tra gli osannanti c'era chi, di lì a poco, avrebbe chiesto a Pilato di crocifiggere Gesù. Il corteo frattanto si va qualificando tra chi segue Gesù e chi lo precede a indicare il cammino, rifiutandosi di seguirlo nell'offerta della vita.

Fra' Domenico Spatola

Nella foto: dipinto di Giotto.  

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