Volli emigrare, lontano, tra stelle, e guardare da quelle la terra vitale: la vidi sbocciare, qual rosa a dolore... e compresi l'amore. - Fra Domenico Spatola.
venerdì 23 agosto 2024
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo di domenica XXI del tempo ordinario (anno B): Giovanni 6, 60-69
sabato 17 agosto 2024
Fra' Domenico Spatola: Il pane vivo, sceso dal cielo...
fu il cuor degli uditori.
Mormoratori,
non vollero il tuo pane,
preferendo cose vane,
opposte e alterne
a quelle eterne
di tua salvezza.
Con amarezza
udisti il lor lamento
per l'altro nutrimento.
Ma insistevi ch'è la tua carne da mangiare
e il tuo sangue per inebriare.
Sol così la vita
sarà infinita
e data a profusione
nel giorno di risurrezione
La manna, come poi si seppe,
non vietò ai padri la morte nelle steppe.
Mentre, squarciato il velo,
il pane scese dal
cielo
per dar vita paterna,
piena ed eterna.
Commento al Vangelo della XX domenica del tempo ordinario (anno B): Giovanni 6, 51-58
martedì 13 agosto 2024
Fra' Domenico Spatola: Maria entrò nel Gaudio...
Colei di cui la faccia
per prima conoscesti,
perché da lei avesti
latte e amore
e, materno suo dolore
ti accompagnò fino alla croce.
Or che tua voce
invito a lei rivolge,
essa ci coinvolge:
"Vieni, eletta dal Padre,
per essere la madre
di me suo Figlio.
Il mortal ciglio,
ormai hai valicato,
entra nel gaudio meritato!".
Essa, col cuore adorno di gigli e rose,
a te pronta rispose:
"Non entrerò da sola,
perché la tua Parola
mi fece madre dell'umanità".
Entrò in rinnovata maternità.
Di Domenico Spatola
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della Solennità della Assunzione di Maria in corpo e anima in cielo: Luca 1,39-56
ricordandosi della sua misericordia
ricordandosi della sua misericordia,
55 come aveva promesso ai nostri padri,
ad Abramo e alla
sabato 10 agosto 2024
Fra' Domenico Spatola: "Il Pane... è la mia Carne! "
altre cose dichiararon sane.
Criticavan tue radici
e, di tuoi avi, si riteneano amici.
Agli occhi aveano il velo,
né vedean te, sceso dal cielo.
L'invitasti a non mormorare,
ma a credere e accettare
che il Padre t'avea mandato.
Così avrebbe meritato
ognun la vita eterna,
quella paterna.
"Il Pane sono io",
dicesti a chi in oblio
ti volea relegato,
avendoti confrontato
con i loro antichi padri,
come con vecchi quadri.
Ma tu di lor narrasti fine:
morti tutti nel confine
del deserto,
mentre di Pane, da te offerto,
ch'è la tua Carne,
il mondo non può farne
a meno, nel cammino,
guidato dallo Spirito divino.
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della XIX domenica del tempo ordinario (anno B): Giovanni 6, 41-51
venerdì 2 agosto 2024
Fra' Domenico Spatola: Tu, pane di vita...
si trovò confusa
nel non vederti.
Voleva offerti
stessi pani
che, con tue mani,
Gesù, avevi spezzato.
Ma tu, contrariato,
dicesti loro
che altro era il tesoro
che non Mosè avea dato,
la sua manna infatti negato
avea la vita
che a tutti nel deserto era finita.
Proponesti perciò il tuo alimento,
e dicesti che a portento
dava guerra a morte
e tu garantivi novella sorte
a chi mangia il tuo Pane:
ei non frane
avrebbe visto in sua vita,
perché l'avrà infinita.
Commento di fra Domenico Spatola al Vangelo della Domenica XVIII domenica del tempo ordinario (anno B): Giovanni 6, 24-35
24 Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafarnao alla ricerca di Gesù. 25 Trovatolo di là dal mare, gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».Divisi i pani alle cinquemila persone, la folla fu euforica. Aveva trovato il suo re. Equivocava e con lei anche i discepoli, che, al rifiuto di Gesù a lasciarsi incoronare, rimasero frustrati. Gesù infatti, per sfuggire alle loro lusinghe, si era rifugiato da solo sul monte, mentre i discepoli, dissociati, s'imbarcarono, per l'altra riva. La tempesta in mare, marcò la distanza. Gesù tuttavia li volle riconquistare nella notte, camminando sulle acque. A Cafarnao fu l'approdo. La folla lo raggiunse. Ma il cibo cercato era quello che perisce. Tale fu la denuncia di Gesù, il suo invito fu perciò a cercare il vero cibo, che può dare solo il Padre, perché è per la vita eterna. La folla obiettò che l'unico pane conosciuto era la manna, che Mosè aveva dato ai padri. "E morirono" concluse la loro frase Gesù "perché non Mosè poteva dare il vero Pane, essendo quello esclusivo dono del Padre mio". A garanzia era la vita eterna che solo quel pane comunica. Parvero persuasi, e insistettero per averlo. Allora, fuori metafora, Gesù si dichiarò: "Io sono il pane della Vita, chi mangia di me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete". Immortalata fu la formula a consacrazione liturgica, in tutte le comunità giovannee.
Fra' Domenico Spatola
sabato 27 luglio 2024
Fra' Domenico Spatola: Pane condiviso
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della XVII domenica del tempo ordinario (anno B): Giovanni 6,1-15
venerdì 19 luglio 2024
Fra' Domenico Spatola: Donasti pane
vedesti l'istruzione.
A compassione,
li accomunasti a gente
che non sapea niente,
e, giunto a riva,
non la lasciasti priva
di tue dottrine sane
e, a sazietà, donasti il pane.
Di Domenico Spatola
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della XVI Domenica del tempo ordinario (anno B): Marco 6,30-34
domenica 14 luglio 2024
Fra' Domenico Spatola: Rosalia, radiosa e pia...
torni a riparare i danni
di nuova peste,
che rattrista nostre feste.
C'è la mafia, c'è la guerra
che non dànno pace in Terra.
Benedici la tua gente,
che, a Palermo, è impaziente
di risveglio.
Facci gustare il meglio,
oltre paura.
Possente perciò sia tua cura
a donare alla città
stessa beltà,
che Cristo, in te sua sposa,
nomò "giglio e rosa".
Sia monito tua vita
che in noi sarà infinita
se di Gesù saremo amici,
e siamo già felici!
Di Domenico Spatola
Fra' Domenico Spatola: Chi era Santa Rosalia?
Di Domenico Spatola













