Volli emigrare, lontano, tra stelle, e guardare da quelle la terra vitale: la vidi sbocciare, qual rosa a dolore... e compresi l'amore. - Fra Domenico Spatola.
sabato 20 gennaio 2024
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Terza domenica del tempo ordinario (anno B): Marco 1,14-20
domenica 14 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: 15 gennaio 1993: ricordo di mamma
venerdì 12 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: La Gloria cui credo...
e mi misi a seguire.
Provavo a udire
quel che a loro tu dicevi.
Li volevi
in tua dimora,
nell'ora
in cui il passato ch'era già vecchio,
offriva a specchio,
il "nuovo" che, a miraggio,
mi davi a omaggio
di ciò che finalmente vedo:
la Gloria in cui credo.
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Seconda domenica del tempo ordinario (anno B): Giovanni 1,35-42
giovedì 11 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: 11 gennaio 2024, giovedì della Prima Settimana del tempo ordinario: Marco 1,40-45
Nel peregrinare per la Galilea, il primo incontro, registrato dall'evangelista, fu con il lebbroso. Assommava, nella sua sofferenza, i mali fisici e morali di quella società. Tra le malattie, era quella che più di tutte, rendeva "impuri", perciò sgraditi anche a Dio. Erano emarginati con proibizioni dalle conseguenze spaventose. Ma quel lebbroso sapeva di potere contare nella compassione di Gesù, perciò rompendo gli indugi, temerario nei confronti della Legge, si gettò ai piedi di Gesù per farsi toccare da lui. Corrispose e lo toccò. Gli intimò tuttavia di lasciare subito il luogo che dove si professava quella emarginazione. La richiesta di farsi certificare guarito dai sacerdoti la considerò superflua. Non era debitore alla Legge che lo aveva emarginato, soprattutto dopo avere sperimentato l'amore di Gesù. Andò in giro a farlo conoscere. Ma per la Legge, Gesù divenne "impuro" per averlo "toccato". Si rifugiò il deserto, della sua libertà e vi accolse quanti, lo raggiungevano per la stessa ragione.
Di Domenico Spatola
Fra' Domenico Spatola: 10 gennaio 2024, mercoledì della prima settimana del tempo ordinario: Mc 1,29-39
martedì 9 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: 9 gennaio 2024, martedì della prima settimana del tempo ordinario: Marco 1,21-28
Di Domenico Spatola
lunedì 8 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: 8 gennaio 2024, lunedì della prima settimana del tempo ordinario: Mc 1,14-20
Dopo Giovanni, ormai agli arresti, Gesù andò nella Galilea, per lui meno pericolosa della ortodossa e giustizialista Giudea. La Galilea era promiscua, coacervo anche di peccatori e di infedeli pagani. Ambiente ideale per Gesù. Cercò e trovò da subito collaboratori, nello scenario unico, e sognante per la fede: il lago di Galilea. Lo volle chiamato "mare", perché il messaggio universale doveva tracimare gli stretti confini dell'intera regione. Il Vangelo. era la "buona notizia" del Regno di Dio ormai a portata di mano per tutti. Bastava cambiare prospettiva su Dio, non considerandolo "giudice" ma "padre" per tutti. Era il suo invito a convertirsi, e l'annuncio doveva essere capillare, di porta in porta. Urgevano perciò collaboratori, e sulla riva di quel "mare" ne individuò quattro. Due coppie di fratelli: Simone e Andrea gettavano le reti, e i figli di Zebedeo, Giacomo e Giovanni, nella barca del padre, riparavano le reti. Li chiamò col mandato di "pescatori di uomini". Affidava in tal modo nuovo ruolo, più efficiente e gratificante, quello del bagnino. Non dovevano più dare morte ai pesci ma salvare uomini dai gorghi del mare (male). Per la sequela di Gesù, dei primi non si accusarono traumi da distacco, dei secondi invece si disse che dovettero lasciare, e non sappiamo con quale reazione del padre e dei garzoni. Gesù dava inizio in tal modo alla più bella avventura: dalla Galilea, il Vangelo sarebbe arrivato sino ai confini della Terra.
Fra' Domenico Spatola
venerdì 5 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: 5 gennaio 2024, venerdì prima della Epifania: Giovanni 1, 43-51
Fra' Domenico Spatola: 4 gennaio 2024, giovedì prima della Epifania: Giovanni 1,35-42
Andrea, uno dei due, cercò il fratello Simon Pietro, per condurlo dal Messia. Gesù lo fissò e lo trovò senza convinzione, perciò non gli propose di seguirlo. Lo farà più tardi, quando Pietro si sarà ravveduto dal triplice rinnegamento. Gli preconizzò tuttavia il rapporto conflittuale che avrebbe mantenuto con lui, perché si sarebbe sempre sentito più discepolo ("figlio") del Battista, e perciò refrattario a lui, da meritare l'appellativo di "Cefa", dal significato poco lusinghiero di "pietra".
di Domenico Spatola
Fra' Domenico Spatola: Battesimo di Gesù
vidi lontano:
Te, Gesù, in Croce,
e udii la Voce
del Padre che, il Figlio offriva al Mondo.
Era suo l'affondo
al nostro imbroglio
di cui batté l'orgoglio.
Fosti consacrato,
dallo Spirito, che, per noi sgorgato,
dal tuo trafitto cuore,
perpetua amore.
Di Domenico Spatola
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo del Battesimo del Signore (anno B): Marco 1, 7-11
Gesù battezzava nello Spirito Santo. L'assunto era condiviso dai quattro evangelisti. Tutto era iniziato sulle rive del Giordano. Gesù chiedeva a Giovanni il battesimo. Il rito era la formale morte al passato. Gesù però vi applicava il nuovo senso, orientandolo al futuro, quando sarebbe morto in croce. I due eventi vanno letti per l'evangelista specularmente. La terminologia adottata è perciò similare. "L'immersione nell'acqua" corrispondeva a quella "nella morte". Ma né l'acqua né la morte poterono trattenere il Signore della vita. Il rigetto fu immediato. "Il cielo squarciato", pari al "velo del tempio", indicava che non c'erano più spazi esclusivi di Dio inibiti all'uomo, né ostacoli per dialogare con lui. Lo "Spirito si fiondò su Gesù, come colomba fedele al suo nido". Era l'amore del Padre che il Figlio consegnerà dalla croce. La "Voce" infine a commento, anticipò la vittoria del boato, il grido emesso dal Crocifisso per sconfiggere il gallo che cantò il tradimento nella notte. L'Amato è l'erede. Il Padre lo presentò al mondo, compiaciuto di comunicare, nel Figlio, la sua vita.
Fra' Domenico Spatola
giovedì 4 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: La Befana.
ripara il danno
di Babbo Natale
che tale e quale
lascia chi avea sperato
ma nulla ereditato.
La Befana sulla scopa
girando l'Europa
a quanti trova buoni
porta dolci e altri doni,
ma ai cattivi che son adulti
che, con guerre, fanno insulti
e da terrificante podio
sprizzano tanto odio,
a chi dunque è mascalzone,
la Befana dà sol carbone.
Di Domenico Spatola
Commento di fra' Domenico Spatola al Vangelo della Epifania del Signore: Matteo 2,2
lunedì 1 gennaio 2024
Fra' Domenico Spatola: 1 gennaio 2024. Maria Santissima madre di Dio: Luca 2, 16-21
Annunziarono il Salvatore, nella notte, i pastori. Erano Maria e Giuseppe ad ascoltarli e con loro "tutti quelli che udirono". Generico. Si stupirono per la novità. Meravigliati per la sorpresa. "Maria custodiva tutte queste cose", e le motivava, "meditandole nel suo cuore". A lei attingerà Luca per regalarci il presepio a Natale. I pastori, al rientro, cantarono, come gli Angeli quando tornarono in cielo, dopo avere annunciato a loro il neonato Salvatore. La benevolenza era di Dio che aveva dato il Figlio. Il racconto si correderà di altra prescrizione di Legge: "all'ottavo giorno" la circoncisione del figlio di Dio, per farne un figlio di Abramo. La "kenosis" (abbassamento) continuava. Ma il nome fu imposto da Dio, a rivendicare la paternità su Gesù, a salvezza.
Di Domenico Spatola













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